La tazzina di caffè anche a 1,50 euro. Colazione al bar può quasi raddoppiare. L’allarme di Assoutenti

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Il caro energia continua a preoccupare l’Italia. A partire dalla politica. Sul tema, il leader della Lega, Matteo Salvini, fa sapere di essere in contatto con Palazzo Chigi: l’obiettivo del Carroccio è arrivare già nei prossimi giorni a un intervento del governo per fronteggiare l’aumento di luce e gas.”Siamo convinti che nessun partito si metterà di traverso: ora tutti si sono accorti che il tema è un dramma per famiglie e imprese”, dice Salvini snocciolando i dati aggiornati sui prezzi: “Il costo unico nazionale di un mega chilowattora è di poco inferiore ai 220 euro, cifra considerevole soprattutto se si considera che per lo stesso periodo del 2021 era leggermente superiore a 125 euro. La Germania paga 96,85 euro e la Francia 109,18”. Un intervento dell’esecutivo è caldeggiato anche dal segretario del Pd, Enrico Letta: “Noi spingiamo in questa direzione e dal Governo sono arrivate delle aperture”, sottolinea ricordando che “c’è bisogno assolutamente di intervenire per ridurre la tassazione sul costo dell’energia, è questa la via maestra”.

Dal caro-bollette al caro-colazione. Assoutenti segnala infatti rincari a macchia di leopardo per i listini di caffè, cappuccino e cornetti nei i bar della penisola fino al +20%. Alla base dell’aumento dei prezzi sia i maggiori costi dell’energia, con i record di luce e gas scattati a inizio anno, sia il forte rialzo delle materie prime, con le quotazioni del caffè cresciute del +81% nel 2021, quelle del latte del +60%, quelle di zucchero e cacao del +30%. “Se l’emergenza bollette proseguirà nel 2022 – avvisa il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi – e a fronte delle quotazioni delle materie prime ancora alle stelle, la classica tazzina di caffè consumata al bar potrebbe raggiungere il record di 1,50 euro nel corso dell’anno, con un aumento del +37,6% sul 2021, e la colazione completa potrebbe costare addirittura il 41,6% in più, trasformando un rito quotidiano in un lusso per ricchi”.

In ogni caso il 2022 “per gli italiani sarà un anno da montagne russe” e se “entro marzo, non ci saranno interventi del governo, andremo a un’inflazione vicino al raddoppio, dal 3,9% all’8% circa, e questo significa per le abitudini degli italiani e per l’economia un massacro”. Preoccupazione arriva anche dal settore delle imprese. Il caro energia – denuncia la Cgia – sta colpendo indistintamente tutte le imprese, anche se le piccole, ben prima degli aumenti boom registrati negli ultimi mesi, subiscono un trattamento di ‘sfavore’ rispetto alle grandi realtà produttive. Secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al primo semestre 2021, precisa l’Associazione, le piccole aziende pagano l’energia elettrica il 75,6 per cento e il gas addirittura il 133,5 per cento in più delle grandi. “Questo differenziale, a scapito dei piccoli, colpisce anche le realtà di pari dimensioni presenti nel resto d’Europa, sebbene negli altri Paesi questo gap sia più contenuto del nostro”, sottolinea. Non solo. La corsa delle bollette insieme alla variante Omicron portano indietro di sei mesi le lancette della ripresa, mette in guardia Confesercenti. Il nuovo rallentamento innescato dalla quarta ondata e dall’aumento dei prezzi dei beni energetici potrebbe mettere a rischio, nel solo primo trimestre del 2022, circa 6,4 miliardi di euro di spesa: una stangata che riprecipiterebbe i consumi ai livelli del secondo trimestre dello scorso anno, cancellando di fatto tutta la ripresa maturata nella seconda parte del 2021 e spostando dalla fine del 2023 all’inizio del 2024 il recupero dei livelli pre-pandemici. 

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