La ricchezza è destinata a crescere nel mondo, ma deve combinarsi al lavoro. Da noi è così?

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di Sergio Bianchini – Chi è il ricco? Colui che possiede molto di più del necessario in una determinata epoca e società.

L’accumulazione di eccedenze economiche rispetto al consumo medio ordinario è una meta costante, per gli individui e per le famiglie, nella storia umana.

La spinta deriva dalla necessità, sempre esistita, sia individuale che collettiva, di superare e prevenire carestie, malattie, guerre, avversità esistenziali individuali e collettive e imprevedibili di vario genere.

Lo sviluppo dell’agricoltura e dell’artigianato hanno negli ultimi tre secoli in Europa permesso di moltiplicare le eccedenze, le riserve, ed anche le condizioni di vita ordinarie.

Attualmente si stima che la ricchezza mondiale, cioè l’eccedenza di valore spendibile rispetto alle necessità ordinarie quotidiane sia intorno al doppio del pil mondiale.

Il PIL mondiale annuale si aggira intorno ai 150 mila miliardi di dollari, secondo le valutazioni del Fondo Monetario internazionale. Dato che il PIL Italiano si aggira intorno ai 2.300 miliardi di dollari se ne deduce che il Pil mondiale è circa settanta volte quello italiano.

Come si compone la ricchezza, cioè l’eccedenza di risorse economiche rispetto ai bisogni urgenti?

Secondo la BIS (Bank for International Settlements) nel mondo ci sarebbero circa in banconote e monetecircolanti 6.600 miliardi di $. Quasi il triplo del PIL Italiano

Questa somma, però, non corrisponde al totale della liquidità disponibile sul pianeta. Combinando i dati CIA World Factbook infatti si ottiene la massa monetaria globale, un aggregato che comprende anche conti correnti, conti di deposito e altri soldi cash tenuti in varie forme di risparmio.

Il denaro aggregato nel mondo corrisponde a circa 95.700 miliardi di dollari, di cui 35,2 immediatamente disponibili (banconote, monete e conti bancari).

Quindi 60.000 miliardi di euro sono consolidati nelle banche. Solo in Italia ci sono circa 1.500 miliardi di euro fermi in banca, parcheggianti in conti correnti o di deposito.

Possiamo dire che il capitale, cioè l’eccedenza consolidata sotto forma di titoli bancari e depositi stabili intorno ai 60.000 miliardi di euro è circa trenta volte il pil italiano.

Oltre ai soldi nel mondo esistono molte altre forme di ricchezza materiale.

La più attraente subito dopo le banconote è senz’altro l’oro, scambiato sotto forma di lingotti, gioielli, piastrine e altro ancora.

Il World Gold Council stima che nel mondo ci siano 197.576 tonnellate di oro. Tradotto in soldi, utilizzando come prezzo spot 2.000$ l’oncia, sul pianeta esistono 12,71 trilioni di dollari di oro.

Di questi, circa la metà (47%) è già stata impiegata per la realizzazione di gioielli. Il resto è conservato in lingotti e altre forme da investimento.

Quindi altri 12.700 miliardi di dollari da aggiungere al capitale finanziario mondiale e trascurando altri beni come argento diamanti, abbiamo un totale che si aggira sui 75.000 miliardi di dollari.

Secondo la WFE (Federazione Mondiale delle Borse), ad aprile 2020 il mercato azionario valeva qualcosa come 89.470 miliardi di dollari. Il 46% del valore delle borse mondiali è a New York, spartito tra Wall Street (31,5%) e il NASDAQ (14,5%). Seguono a distanza Giappone, Cina, Hong Kong e l’Europa (Euronext).

L’attività imprenditoriale ha un raggio molto maggiore dei 100.000 miliardi perché si avvale di strumenti sottostanti a quelli esaminati. Utilizza cioè i titoli derivati che poggiano sulla fiducia nello sviluppo economico futuro e che vengono stimati intorno al milione di miliardi.

Possiamo tranquillamente dedurre, certamente per difetto, che la ricchezza vera attuale, cioè l’eccedenza reale accumulata e consolidata nel mondo si aggira intorno ad un anno di PIL mondiale che abbiamo visto essere intorno ai 150. 000 miliardi di dollari.

Questa mia deduzione basata sulla prudenza è inferiore a quella stimata da agenzie specializzate come la BCG(Boston Consulting Grup) che scrive: Negli ultimi vent’anni la ricchezza finanziaria globale è triplicata di valore, passando da 80 mila miliardi di dollari nel 1999 a 226 mila miliardi di dollari a fine del 2019.

Nella visione ordinaria entra anche il valore degli immobili, case e terre che però non sono immediatamente investibili se non tramite vendita o ipoteca.

Ma cosa vuole (oltre alla bella vita propria) il possessore di riserve, cioè di capitale? vuole aumentarle o almeno conservarle. E qui stanno tutti i giochi della finanza. Il punto politico della questione è sapere se il governo guarda agli interessi di tutta la popolazione o principalmente a quelli dei detentori del capitale. Il destino inesorabile del capitale per non scomparire sta nel doversi unire al lavoro. Infatti il valore complessivo delle riserve, e non quelle del singolo possessore, può essere aumentato solo DAL LAVORO.

La riserva non investita nel lavoro viene erosa dall’inflazione di cui si approfittano i grandi possessori di debito cioè gli stati che vogliono almeno un tasso del 2%.

Quindi per mantenersi o crescere il capitale deve unirsi al lavoro, nelle aziende operative e produttive.

E nel nostro secolo gli USA, i più grandi possessori di capitale sono costretti ad andare in Asia e nei paesi più popolosi dove gli investimenti sono ben accetti e fruttuosi.

La novità del secolo è che i lavoratori cinesi, ben guidati dal governo nazionale, hanno prodotto una crescita enorme della ricchezza nazionale la quale, seppure non paragonabile a quella USA, comincia a misurarsi con essa.

Dove sono situati i paperoni mondiali?

I miliardari italiani sono 51, con un patrimonio combinato di circa 204,5 miliardi di dollari.

Al mondo ci sono attualmente 3’228 miliardari, un aumento di 414 persone rispetto all’anno scorso e del 47% rispetto a cinque anni fa, con la ricchezza totale dei super ricchi che ha toccato nuovi record, nonostante il coronavirus.

È quanto emerge dal rapporto dell’Hurun Global Rich List 2021, realizzato dalla rivista cinese Hurun.

Il presidente e capo ricercatore del rapporto, Rupert Hoogewerf, ha dichiarato che «Nonostante lo sconvolgimento causato dal Covid-19, quest’anno ha visto il più grande aumento di ricchezza dell’ultimo decennio, con otto nuovi miliardari a settimana nell’ultimo anno. Il mondo non ha mai visto così tanta ricchezza creata in un solo anno, molto più di quanto forse ci si potesse aspettare per un anno così gravemente perturbato dal coronavirus».

La Cina è il paese al mondo con il maggior numero di miliardari: ne ha ben 1’058, un aumento di 259 unità rispetto all’anno scorso.

Al secondo posto gli Stati Uniti. Cina e Stati Uniti, da soli, hanno più della metà dei miliardari – “conosciuti”, specifica la rivista, poiché in molti potrebbero essere sfuggiti, in particolare nei Paesi del Golfo – del mondo. 

Al terzo posto c’è invece l’India, con 177 miliardari (+40), seguita dalla Germania (141 miliardari, +19 rispetto al 2019) , dal Regno Unito (134, +15), e dalla Svizzera, che ha 100 miliardari (+12).

Oltre ai miliardari ci sono i milionari.

Il numero di milionari a livello globale è quasi triplicato negli ultimi 20 anni, da 8,9 milioni nel 1999 a oltre 24 milioni a fine 2019. Stando alle evidenze di Bcg, il 41,1% del patrimonio finanziario nel 2019 è detenuto dai milionari, ma una larga parte della ricchezza appartiene ai clienti cosiddetti affluent e lower private, gli individui con una ricchezza che arriva al milione, destinato a crescere con tassi di oltre il 2% ogni anno.


È il Nord America l’area che continua a ospitare il maggior numero di milionari (16,4 milioni), più della metà dei quali (10,3 milioni) sono diventati milionari durante il 21° secolo.

Una forte accelerazione alla crescita dei milionari a livello globale è arrivata dall’Asia (+10,8% lo scorso decennio fino a 42,1 mila miliardi nel 2019) che va imponendosi come terzo mercato per i wealth manager insidiando sempre più da vicino la posizione dell’Europa occidentale, che a fine 2019 conta 46 miliardi di ricchezza.

In questo contesto, l’Italia si conferma nona nazione al mondo per ricchezza finanziaria, con 5,3 mila miliardi di dollari, un Paese dove il risparmio continua a essere un asset strategico. L’analisi Bcg stima inoltre 400 mila italiani milionari, cioè persone che detengono un patrimonio di almeno un milione di dollari in ricchezza finanziaria, l’1% della popolazione adulta. Gli italiani che detengono un patrimonio superiore ai 100 milioni di dollari di ricchezza finanziaria invece sono 1.700.

La ricchezza è destinata a crescere nel mondo, ma deve combinarsi al lavoro. Da noi è così?

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