La rabbia “sotto controllo”. Intanto Meloni: capisco chi scende in piazza

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di Stefania Piazzo – Alla fine, se monta la rabbia, e la rabbia viene fatta incanalare da qualcuno che infrangendo le regole fa urlare la disperazione della gente, tutto sommato il sistema ringrazia. Alla fine, tutti a casa soddisfatti e sfogati, in attesa di vedere il conto corrente che magari riceverà qualche aiuto, magari la cassa integrazione o il recovery found dell’Europa. Che chissà quando arriverà.

Le aziende non hanno commesse, fanno consumare le ferie arretrate e aspettano di avere ordini. Se arrivano. Il palazzo assiste assente alle manifestazioni rancorose e populiste, dalla facile presa, quasi incosciente prosegue nello sfornare burocrazia, come se il corpo umano oltre che essere composto per il 90% di acqua secondo qualcuno, fosse anche fatto di cellulosa nei momenti d’emergenza.

A dirla tutta, come stanno le cose lo dice bene questa volta Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia.

“Penso che il governo non si stia neanche lontanamente rendendo conto della gravità della situazione economica nella quale ci troviamo. Lo dimostra come è stato impostato un decreto Rilancio fatto di 266 articoli, la maggior parte dei quali serve a moltiplicare le poltrone, distribuire consulenze, a fare cose che nulla hanno a che vedere con la ripartenza dell’Italia. Capisco chi scende in piazza”. Parole che sono state rilasciate in un’intervista a ‘Stasera Italia’, in onda questa sera su Retequattro.

“Il Mes è una grande trappola – ha ribadito – e credo che non sia la soluzione. Spero che arrivino altre risposte dall’Unione europea e vedremo come finirà la vicenda del Recovery Fund. Sento dire dal governo che piovono soldi dall’Europa: bello, siamo contenti, battiamo le mani e aspettiamo di sapere quando verranno fatti i bonifici sui conti correnti degli italiani”.

Per ora piovono disperazione, incertezza e povertà.

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