Interrotta spedizione mascherine dalla Cina. La burocrazia che ci fa girare in foulard blocca la fornitura

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di Sergio Bianchini – Se il meglio uccide il bene e fa da alibi al nullismo.
La petulanza degli intelligentini sta diventando insopportabile. La conosco da decenni, la petulanza di chi perfeziona, con le parole, tutto e piagnucola in continuazione. Nel medioevo li chiamavano accidiosi e li mandavano all’inferno. Forse, e sottolineo il forse, nel passato era uno stile più delle persone ignoranti ma adesso ha preso pienamente gli strati più “studiati”.
Dicono che la sciarpa o il foulard al posto della mascherina sono ridicoli. No, la sciarpa o il foulard, in mancanza della mascherina, impediscono comunque la diffusione delle goccioline infette.


Ma non proteggono perché non sono impermeabili mi dice un’esperta di ospedali. Ma queste mascherine o simili obbligate dalla delibera regionale non valgono per gli ospedali, valgono per chi ancora asintomatico va in strada. E non devono proteggere il sano dal malato. Devono impedire ai malati inconsapevoli e asintomatici che vanno per strada di rilasciare ovunque gocce infette.
L’intelligentino continua: ma strada o ospedale non proteggono!
Inutile ripetere che l’ospedale è un conto e la strada un altro.

Gli stessi fino a ieri dicevano che per strada bastava stare a distanza per non ricevere le gocce. Misura che ho spesso criticato come insufficiente. Dicevano che bastava la distanza e starnutire nel gomito del braccio.
Dimentichi delle simil scemenze precedenti, adesso dicono che non va bene nemmeno l’obbligo di coprirsi in qualunque modo naso e bocca per strada. Per fortuna l’ordinanza sapendo della indisponibilità parziale delle mascherine ha lasciato il margine del FAI DA TE’.


Si, perché stavolta il tempo e la quantità non si possono ignorare. Se dici una cosa giusta ma che sarà giusta fra 15 giorni sei fuori.


E in fondo il perfezionismo, apparente perché irrealizzabile e quindi alibi di copertura del nullismo, ha caratterizzato tutta l’azione di governo fin dall’inizio dell’epidemia. Blocco dei voli dalla Cina, chiusura di tutte le scuole d’Italia, zona unica nazionale. Mascherine e tamponi niente, controlli a tappeto niente, disinfestazioni niente. Zone rosse prima poco e poi niente.
Tutti eccessi, inadeguati al nord ed anche al sud.


Ma sono ormai 40 anni che il paese è bloccato da perfezionismi procedurali che hanno paralizzato tutto il paese perché non fanno i conti con …tempo e quantità. Cioè con le due variabili fondamentali della vita e dell’economia.
Alla fine dell’uragano potremo parlare di questo, cioè di uno stato e di un governo che sa gestire la quantità e il tempo? Vedremo.


Oggi mia figlia, che una settimana fa aveva ricevuto da un amico cinese la promessa della spedizione di alcune mascherine, ha ricevuto un messaggio dove l’amico le dice che siccome alcuni paesi occidentali hanno criticato la qualità delle mascherine cinesi le spedizioni sono interrotte.

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