Inflazione all’11,9%, cappio al collo da 3655 euro. Una bomba che ci riporta al 1954

Lettura 3 min

Cresce e continua a esercitare un effetto cappio che stringe sempre di più. L’inflazione è passata da un più 8,9 ad un 11,9%. Sono cifre che non si vedevano dal 1984.

Sta crescendo più del previsto. Ed è anche il salto più significativo dal 1954, anno di inizio delle serie storiche di Istat. In nessuna delle due crisi petrolifere dello scorso secolo, durante il quale il livello dell’inflazione è andato oltre il 20%, era riuscita a fare tanto.

Se l’inflazione cresce, le buste paga restano ferme al palo, solo l’1,2%. E0 cero il gas ha fatto un tonfo del 70% ma questo non porterà ad una riduzione delle bollette.

Giorgia Meloni parlando con con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ha ribadito – è scritto in uno dei primi comunicati diffusi nel nuovo ruolo – “l’urgenza di misure concrete per ridurre i prezzi dell’energia”. Lo dicono anche sindacati, imprese, consumatori e Partito democratico che chiedono, quasi a una voce, al Governo di intervenire. Per Sbarra della Uil e Fracassi della Cgil gli interventi devono essere “immediati” e sostenere i redditi dei “lavoratori dipendenti e pensionati”. Perché con questa inflazione “è come se i lavoratori non ricevessero la tredicesima” dicono dalla Cgil.

L’Istat ci dice anche che il prezzo dei beni energetici è passato da un +44,5% di settembre a un +73,2% di ottobre con un balzo di quasi 29 punti. Il “carrello della spesa” sale dal 10,9% al 12,7%.. Il prezzo dell’energia elettrica si traduce in bollette in crescita del 62,7% su settembre sul mercato libero e del 51,9% sul mercato tutelato. Quanto al Gas (che oggi ha chiuso in rialzo a 112,24 euro al MWh), l’andamento del prezzo di quello di città e del gas naturale ha registrato sul mercato libero un aumento del 63,9%, mentre sul mercato tutelato si segnala ad ottobre una stagnazione dei prezzi dovuto al nuovo metodo introdotto dall’ARERA, per l’aggiornamento delle tariffe del gas mercato tutelato. 

A conti fatti, calcola il Codacons, l’aggravio di costi per una famiglia “tipo”, è di +3.655 euro annui. Solo per gli alimentari (+13,5% ad ottobre) un nucleo si ritrova a spendere in media +752 euro su base annua.

Secondo la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, “energetici e alimentari concorrono pesantemente a incrementare prezzi e speculazione”. E anche che “la perdita di potere d’acquisto nel 2022 sarebbe di oltre 1.800 euro. È come se lavoratrici e lavoratori dipendenti non ricevessero la tredicesima. Una situazione ancor più grave per pensionati, precari, giovani autonomi, disoccupati”. 

Per l’Ufficio Studi di Confcommercio, “La netta accelerazione registrata ad ottobre dall’inflazione, superiore alle nostre stime (9,8%), rappresenta indubbiamente uno shock per il nostro sistema. In un solo mese si è, infatti, registrata una variazione dei prezzi (+3,5%) analoga a quella rilevata complessivamente tra il 2017 ed il 2021. Le tensioni, che hanno portato a tassi di crescita dei prezzi eccezionali nel comparto energetico, si stanno diffondendo ormai a tutti i settori, principalmente beni di largo consumo”.

Servizio Precedente

Sommersi dall'inflazione galoppante

Prossimo Servizio

Meloni farà come Germania e Francia per raffreddare le nostre bollette? Cgia: In cassa solo 15 miliardi di euro

Ultime notizie su Economia