Il siluro tedesco al cuore dell’Unione Sovietica Europea. I sovranisti da che parte stanno? Col debito di Stato?

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di Luigi Basso – La sentenza pronunciata il 5 maggio dalla Corte Costituzionale tedesca affronta e risolve moltissimi interrogativi sulla natura dell’Unione Europea e cerca (non sappiamo dire se basterà questa decisione) di riportare il treno europeo sui binari.


I punti salienti, riassunti dal comunicato stampa della Corte tedesca, sono
1 – con alcuni limiti, le Corti Costituzionali dei singoli Stati Membri possono, anzi DEVONO, sindacare gli atti abnormi (ultra vires) delle istituzioni europee, poiché l’UE non è (NON E”) uno Stato Federale;
2 – il QE è ammissibile se rimane nei binari dei Trattati altrimenti diventa uno strumento che distorce il mercato, annulla la sana selezione della concorrenza, e, alla lunga, fa più danni di quelli che si volevano evitare;-
3 – il QE ha violato i Trattati (la Corte esprime il concetto in modo più raffinato ed elegante) e quindi il Governo e gli organi coinvolti, compresa la Bundesbank, hanno 3 mesi di tempo per uscire da questa deriva illegittima.

Le conseguenze?
Difficile fare previsioni, poiché i politici europei, dal PPE al PSE passando per i sovranisti, sono tutti il-liberali e a favore dell’intervento del settore pubblico nel mercato.
L’Unione Europea è, dopo la Cina, il posto sulla Terra col più invasivo intervento pubblico in ogni settore: ogni minima attività economica e finanziaria è soggetta a parametri, stabiliti spesso in modo arbitrario.

Quindi molti cercheranno di eludere la sentenza, anche in Germania.
Questa pronuncia, al di là degli effetti, fa chiarezza sulle forze in campo e sulla reale dialettica: lo scontro è tra liberali (a favore del libero mercato come uno dei fondamenti della libertà) e social-comunisti (fautori dello Stato che regola e dirige tutto).

I sovranisti, come ben si vede, sono dunque come i draghi e viceversa: fanno solo finta di litigare sui dettagli, ma sono tutti a favore dell’intervento pubblico totale e perenne.
Non è un caso che molti sovranisti italici da giovani fossero Comunisti.

Photo by Omid Armin

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