Il governo ci prova con i buoni alimentari

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di Gigi Cabrino – Il governo nella bozza di manovra finanziaria inserisce 500 milioni da destinare all’aiuto alimentare delle famiglie più bisognose.
Il Sole 24 ore ha illustrato a grandi linee l’ipotesi che, se approvata in finanziaria, vedrà i comuni impegnati nell’assegnazione di buoni alimentari da spendere presso esercizi convenzionati per le famiglie con isee fino a 15mila euro.


“È racchiusa nell’articolo 75 del primo testo della manovra di Bilancio, quello diffuso ma ancora lacunoso, la misura che inaugura un nuovo strumento a sostegno dei più svantaggiati per la spesa di generi alimentari”.


“La nuova Carta risparmio spesa – che vale la pena di ricordare consiste in un piccolissimo aiuto rispetto alle esigenze di chi si trova in stato di necessità – funzionerà diversamente. Innanzitutto la gestione sarà affidata ai Comuni, come recita il testo del provvedimento, e si articolerà «in una sorta di “buoni spesa” da utilizzare presso punti vendita che aderiscono all’iniziativa con un’ulteriore proposta di sconto su un paniere di prodotti alimentari», spiega Palazzo Chigi dopo il varo del ddl Bilancio. Un meccanismo che viene confermato nell’articolato della bozza contenente la manovra e che dunque sancisce il decentramento della gestione dell’aiuto. La condizione per accedervi sarà quella di non superare i 15mila euro di Isee. Tra i punti più delicati e tutti da chiarire c’è poi quello della “convivenza” dei due strumenti: le due “cards” potrebbero viaggiare su binari paralleli oppure come più probabile la Carta acquisti dell’Inps sarà soppiantata da questo nuovo strumento”.


“Si tratta di un Fondo da 500 milioni di euro « istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze» per l’anno 2023 e «destinato all’acquisito di beni alimentari di prima necessità dei soggetti con un Isee non superiore a 15.000 euro, da fruire mediante l’utilizzo di un apposito sistema abilitante». Spetterà poi al ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare di concerto con quello dell’Economia stabilire «i criteri e le modalità i criteri e le modalità di individuazione dei titolari del beneficio, tenendo conto dell’età dei cittadini, dei trattamenti pensionistici e di altre forme di sussidi e trasferimenti già ricevuti dallo Stato, della situazione economica del nucleo familiare, dei redditi conseguiti, nonché di eventuali ulteriori elementi atti a escludere soggetti non in stato di effettivo bisogno». Ma anche «l’ammontare del beneficio unitario, le modalità e i limiti di utilizzo del Fondo e di fruizione del beneficio, da erogare sulla base di procedure di competenza dei Comuni di residenza» e infine, «le modalità e le condizioni di accreditamento degli esercizi commerciali che aderiscono a Piani di contenimento dei costi dei generi alimentari di prima necessità»”.

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