Guardia di Finanza: Recovery Fund pasto facile della criminalità

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“I fondi europei sono una occasione storica e siamo ad una vera svolta, di cui dev’essere consapevole l’intero Paese. Ma è altrettanto vero che il rischio d’infiltrazioni della criminalità economica è grande». Così Giuseppe Zafarana, Comandante generale della Guardia di Finanza, in un’intervista al Sole 24 Ore, gioca d’anticipo su un appuntamento che considera cruciale: i controlli sull’utilizzo degli oltre 210 miliardi che l’Unione europea ha reso disponibili per superare le difficoltà economiche provocate dalla pandemia.

«Monitoraggio attento per evitare alterazioni del mercato e arricchimenti personali. Controlli con analisi di rischio, collaborazioni con enti erogatori, Procure, Prefetture e associazioni di categoria». “Numerose indagini che abbiamo condotto negli anni hanno evidenziato l’interesse e le capacità della criminalità organizzata d’infiltrarsi nelle maglie dell’economia legale, drenando illecitamente risorse pubbliche – spiega -. I nostri reparti orienteranno le attività sulla base di analisi del rischio, in stretta sinergia sia con le Procure della Repubblica e contabili sia con gli enti erogatori, con i quali abbiamo già avviato o instaureremo rapporti di collaborazione. A livello provinciale sarà garantita massima collaborazione alle Prefetture, che sono competenti sulle verifiche antimafia e hanno un ruolo centrale sul territorio, oltre a rapporti stretti con le associazioni di categoria”.

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