Gli italiani vedono nero. L’indagine Acri-Ipsos

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È un quadro non ottimista quello che emerge dalla 22esima edizione dell’indagine Acri, realizzata con Ipsos, in occasione della 98esima Giornata Mondiale del Risparmio. L’entusiasmo degli italiani sul clima economico del Paese si è progressivamente attenuato, tornando ai livelli del 2020.

L’entusiasmo degli italiani sul clima economico del Paese, si legge nel rapporto, si è progressivamente attenuato tornando ai livelli del 2020, dopo un effetto rimbalzo dello scorso anno, sebbene il clima di fiducia e il clima personale abbiano ancora una certa tenuta, complice un complessivo buon livello di soddisfazione per l’andamento delle proprie finanze. D’altra parte, è cresciuta la quota di chi è molto insoddisfatto della situazione
economica familiare, una famiglia su cinque.
Vi è un generale clima di pessimismo guardando ai prossimi 2 o 3 anni. Il venir meno di prospettive basate su fondamenta solide induce a dare più spazio all’oggi, alla vita attuale, anche se non può venire del tutto meno la necessità di inserire le proprie scelte di consumo ed investimento in una cornice di più ampio respiro.


Nel corso del 2022 si è ritornati ad una situazione in cui più della metà degli italiani lamenta una generale difficoltà a mantenere il tenore di vita in linea con quello dei due o tre anni precedenti, in alcuni casi le difficoltà risultano più gravi. Permane un forte e marcato divario tra una minoranza di italiani molto soddisfatti del proprio tenore di vita (6%, dato stabile nel tempo), che risulta in progressivo miglioramento, e un gruppo, più nutrito rispetto allo scorso anno, che si dichiara per niente soddisfatto della propria situazione economica (17% vs 11% del 2021), a causa di un forte peggioramento registrato nell’arco di un breve periodo di tempo.

Dopo il 2021, anno in cui aveva prevalso una ventata di ottimismo, complice la campagna vaccinale e il controllo della pandemia, il recupero degli indicatori economici del Paese e la prospettiva degli aiuti dall’Europa, gli italiani sono stati investiti da un’ondata di forte pessimismo, alimentata da un nuovo contesto fuori controllo: il conflitto in Ucraina e la spirale inflazionistica che portano con sé il rischio di recessione. Nel 2021, il 50% degli italiani era ottimista a fronte di un 26% di quest’anno. Una ventata di ottimismo arriva dai più giovani, i 18-30enni che, contrariamente al resto degli italiani, pensano di avere davanti a sé delle prospettive economiche in miglioramento: +32 punti percentuali è il saldo tra chi
pensa che nei prossimi 3 anni la propria situazione personale migliorerà e chi invece teme un peggioramento.

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