Fase 2. Istruzioni per fallire nella conferenza stampa serale di Conte

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Fase 2, incertezza o date certe? Come e quando si riaprirà? La tutela della salute va di pari passo con gli strumenti per affrontare la chiusura? Quali aiuti perché non si vada verso il fallimento? Il decreto liquidità è in ritardo, la cassa integrazione è a singhiozzo, i 600 euro sono un paliativo per arrivare a fine mese per pagare le bollette. E dopo? Attività che possono riprendere, altre che devo restare ferme per quasi un altro mese e mezzo. Piccole imprese senza più prospettiva, parrucchieri, estetisti, ristoratori. Una ecatombe. Per loro battenti aperti da giugno. Di cosa vivranno il governo non lo ha precisato. Nessuna parola sul turismo.

“Le misure entreranno in vigore il 4 maggio, fino al 18 maggio”, ha spiegato il premier Conte.

“Noi riapriamo: dal 4 maggio riapre la manifattura, le costruzioni e tutto l’ingrosso funzionale ai due settori. La riapertura è consentita sul presupposto che le aziende rispettino i protocolli di sicurezza sul luogo di lavoro. Ne abbiamo elaborato uno ancor più rigoroso. Il messaggio per queste aziende è: iniziate a lavorare, perché prima del 4 maggio vi verranno consentite per preparare i luoghi di lavoro in conformità con il protocollo”.

Altri due protocolli, evidenzia il premier, regoleranno trasporti e cantieri. Il 18 maggio è prevista la riapertura del commercio al dettaglio funzionale ai settori manifatturiero e delle costruzioni.

“All’interno della regione gli spostamenti sono consentiti per “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute. Si aggiunge la possibilità di spostamenti mirati per far visita a congiunti. Siamo consapevoli che molte famiglie sono state separate, vogliamo consentire visite mirate nel rispetto delle distanze, con uso di mascherine e divieto di assembramento. Non sono consentiti party familiari e ritrovi“. Rimane il divieto a spostarsi in altre regioni, se non per ragioni lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. “Introduciamo una regola più stringente per coloro che presentano una sintomatologia respiratoria e febbre superiore ai 37,5: non è più raccomandato, ma devono rimanere presso il proprio domicilio, limitare al massimo i contatti sociali e avvertire il medico curante”, afferma il premier.

Consentiamo l’accesso a parchi, ville e giardini pubblici condizionato al rigoroso rispetto delle distanze e all’adozione di misure per contingentare gli ingressi. I sindaci potranno disporre la chiusura delle aree se non sarà possibile assicurare il rispetto di queste misure”, aggiunge.

Capitolo attività sportiva: “Ci si potrà allontanare dalla propria abitazione, se si tratta di attività sportiva più dinamica bisogna rispettare una distanza di 2 metri Se è semplice attività motoria, un metro”.

“Per quanto riguarda le cerimonie funebri, c’è stata una serrata interlocuzione con il comitato tecnico scientifico che è apparso molto rigido su questo fronte. C’è stata un’apertura. Ha addolorato tutti, non solo me, assistere a molti decessi senza la possibilità di un ultimo gesto di raccoglimento e di una preghiera. Dal 4 maggio saranno consentite cerimonie funebri con la presenza al massimo di 15 congiunti, con l’uso di mascherine e nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, possibilmente all’aperto”.

Bar e ristoranti: “Dal 4 maggio sarà consentita attività di ristorazione da asporto. Nessun assembramento, il cibo si consumerà a casa o in ufficio”. Il 18 maggio è prevista la riapertura di musei e biblioteche. Il primo giugno “vorremmo riaprire più ampiamente bar, ristorazione, barbieri, parrucchieri, centro di massaggio: ci prendiamo qualche giorno in più per adottare ulteriori cautele che comunicheremo per tempo”.

Photo by Bethany Legg 

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