EX ILVA: NON C’È INTESA TRA GOVERNO E SINDACATI

20 Novembre 2025
Lettura 1 min

di Carlotta Bevilacqua – Il tavolo tra governo e sindacati sulla crisi delle Acciaierie d’Italia (ex Ilva) si chiude senza accordo tra le parti.
Per le rappresentanze sei lavoratori quello presentato non è un piano di rilancio ma di chiusura.

Sciopero e corteo a Genova dei lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano: la prima azione dopo la rottura del tavolo nazionale di martedì e lo stop alle trattative. Questa mattina, mercoledì, è scattata l’assemblea nello stabilimento, occupato a sua volta contro l’annuncio del blocco degli impianti del Nord Italia. A Genova ci sono mille lavoratori a rischio. Dopo l’inizio di mattinata con l’assemblea in fabbrica, è iniziato un corteo che dalle portinerie si è mosso verso la vicina strada Guido Rossa, chiusa in direzione del centro cittadino. Al momento sono dichiarate 24 ore di sciopero a Cornigliano.
Così l’agenzia La Presse.
“Ieri ci siamo presentati a Palazzo Chigi con un atteggiamento rispettoso delle istituzioni. Immaginavamo di essere stati convocati perché volevano riconsiderare le otto slide. Ci siamo trovati davanti a una proposta: 1.550 lavoratori faranno formazione, non cassaintegrazione. Abbiamo chiesto: da marzo quanti saranno i lavoratori a lavoro? C’è stato un rimpallo ma alla fine è venuto fuori che è un piano di morte: dal primo di marzo gli stabilimenti verranno chiusi tutti“, ha affermato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, in una conferenza stampa a Roma con i segretari di Fim e Fiom, Ferdinando Uliano e Michele De Palma. “Non è stata una nostra drammatizzazione – ha sottolineato Palombella -. Le cose sono queste: andranno avanti per qualche mese, si sobbarcheranno la formazione. Ma per fare cosa se gli stabilimenti saranno fermi? Il primo marzo si chiude tutto. Quando noi abbiamo detto di ritirare questo piano hanno detto che non se ne parla, perché se in due anni non sono stati trovati gli acquirenti….”
“Ieri abbiamo avuto la certezza anche verbale che la situazione dell’Ilva è arrivata al capolinea. Dopo c’è il nulla e di fronte a questo non possiamo che reagire. Con lo sciopero, le manifestazioni. Li vogliamo rassicurare che i lavoratori non fanno atti di violenza, difendono il loro posto di lavoro”, ha detto ancora il segretario Uilm. “Se è questa la prospettiva, continueremo a contrastarla con tutti gli strumenti: difendere il lavoro e un piano di decarbonizzazione che si poteva realizzare – ha concluso -. Sentiamo questa grande responsabilità e continueremo a mettere in campo iniziative“.

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