Effetto Brexit – Crisi della benzina. Il nazionalismo anti Ue e le code al distributore

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Le persone che fanno rifornimento di carburante quando non ne hanno bisogno sono la causa delle code alle stazioni di servizio e delle pompe vuote. E’ quanto ha affermato il ministro dell’Ambiente britannico, George Eustice, che ha detto che per il momento non ci sono piani per coinvolgere l’esercito nella guida delle autocisterne. Ieri i media britannici avevano riportato che centinaia di soldati potrebbero essere impiegati per consegnare il carburante nelle stazioni di servizio del Regno Unito nell’ambito di un piano di emergenza che il governo avrebbe esaminato oggi per rispondere alla carenza di autotrasportatori e all’assalto degli automobilisti alle pompe di benzina. Eustice ha anche assicurato che c’è “abbondanza di benzina” e ha esortato le persone a comprarla secondo i ritmi abituali. Nel frattempo, i medici e il personale dell’assistenza domiciliare hanno chiesto che ai lavoratori essenziali venga data la priorità per il carburante. La Petrol Retailers Association, che rappresenta quasi 5.500 delle 8.000 stazioni di servizio del Regno Unito, ha avvertito domenica che fino a due terzi dei punti vendita erano a corto di carburante, mentre il resto era “parzialmente a secco o in esaurimento”.

Ma Eustice ha affermato che la fornitura di carburante nel Regno Unito è a livelli normali e che i timori di interruzioni che hanno portato a rifornimenti da panico negli ultimi giorni sono infondati. “L’unico motivo per cui non abbiamo benzina in alcune stazioni di servizio è perché le persone comprano benzina quando non ne hanno bisogno”, ha insistito. La mancanza di autisti di mezzi pesanti sarebbe stata “del tutto gestibile” se non fosse stato per la reazione alla copertura mediatica in merito ad un numero limitato di pompe di benzina che sono state costrette a chiudere. “Le cose si calmeranno. Coloro che sono in ansia avranno riempito le loro auto di benzina ora e le cose torneranno alla normalità”, ha detto ancora Eustice. Il ministro ha poi chiarito alla Bbc che ci sono sempre stati piani di emergenza civile che coinvolgono l’esercito, ma non si è ritenuto necessario attivarli al momento. Downing Street ha negato che il governo stesse incolpando il pubblico. “Comprendiamo completamente l’ansia della gente. Ecco perché stiamo facendo tutto il possibile per rassicurare le persone che gli ssono sicure”, ha detto l’ufficio del premier Boris Johnson.

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