DL Rilancio – Più veloci dei prestiti e della cassa integrazione rifinanziano “Resto al Sud”: 35% a fondo perduto con aiuti da 50 a 200mila euro. Gli interessi li copre Invitalia

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di Teodolinda – Mentre aspettiamo la cassa integrazione, il dl Rilancio del governo si è preoccupato di superare le banche che ti mettono in fila per avere i 25mila euro. Se tutto va bene…

All’articolo 235 del testo non si sono dimenticati di rifinanziare il progetto “Resto al Sud”. E’ una vecchia conoscenza. E’ una iniziativa dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia.

E cosa accade per chi decide di restare al Sud? Vediamo. In più, lo anticipiamo, il reddito di cittadinanza lo puoi anche cumulare ai benefici che già incassi.

Leggiamo papale papale dal sito che già nel primo anno ci sono stati “Quasi 2.200 progetti d’impresa approvati, investimenti per 145 milioni di euro e 8.300 nuovi posti di lavoro previsti”. La premessa è chiara: previsti!

Gli incentivi per i giovani imprenditori del Mezzogiorno, erano stati lanciati il 15 gennaio 2018. Era stato infatti è il governo Gentiloni, alla vigilia del voto, a far partire i contributi col 35% a fondo perduto.

Nel primo anno erano state inserite  16.200 le domande sulla piattaforma web di Invitalia, con una richiesta di agevolazioni pari a 176 milioni di euro, in grado di innescare investimenti per 373 milioni e di creare potenzialmente quasi 21.000 posti di lavoro. L’investimento medio per impresa è di 66.000 euro, a fronte di un contributo medio richiesto di 31.000 euro.

Resto al Sud è stato accompagnato da diverse iniziative per favorire la presentazione delle domande. Oltre a una procedura tutta digitale per inviare la richiesta di finanziamento, Invitalia ha creato una rete di 144 partner accreditati (enti, università, associazioni) che in ogni regione offrono assistenza gratuita per mettere a punto il progetto di impresa.

L’Agenzia ha inoltre assicurato tempi record di risposta – inferiori ai 60 giorni previsti – per la valutazione dei progetti, e ha realizzato un’apposita App gratuita per smartphone e tablet, con la quale ogni richiedente può controllare in tempo reale lo stato della propria domanda.

Da segnalare anche la collaborazione di Invitalia con il mondo bancario: sono 79 gli istituti di credito convenzionati, con oltre 4.100 sportelli distribuiti nelle diverse regioni.

Ma non finisce qui….

La Legge di Bilancio 2019 prevedeva l’estensione degli incentivi agli under 46 e ai professionisti.

Se siete del Nord, avete meno di 46 anni e volete aprire una impresa da zero, provate a bussare alle banche convenzionate e vedere cosa vi rispondono.

Ve lo dico io. Vi risponderanno che non avete diritto a nulla di tutto questo perché “Le agevolazioni sono rivolte agli under 46 che:

  • sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda
  • trasferiscono la residenza nelle suddette regioni dopo la comunicazione di esito positivo
  • non hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento
  • non sono già titolari di altra attività di impresa in esercizio
  • (per i liberi professionisti): non risultano titolari di partita IVA , nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni

Mi faccio e ci facciamo una domanda: sono tutti requisiti che si avvicinano a chi può avere diritto al reddito di cittadinanza. Sicuri sicuri che non ci sia il diritto di cumulo?

Altro che se c’è! Ecco qua…. Dal Sole 24 Ore, bello bello spiegato al meglio:

“Il decretone prevede per il reddito di cittadinanza una serie di cumulabilità con sgravi e strumenti di sostegno al reddito. Obiettivo: spingere verso l’occupabilità i percettori dell’assegno. A chi assume al Sud a tempo indeterminato un percettore di Rdc under 35 o senior disoccupato da almeno 6 mesi spetta un doppio incentivo: le mensilità di reddito (da 5 a 18) e il bonus Sud (sgravio al 100% fino a 8.060 euro l’anno). In caso di avvio di un’attività autonoma al Sud oltre a 6 mensilità di Rdc (nel limite di 780 euro mensili), agli under 45 spetta anche l’incentivo “Resto al Sud” (35% a fondo perduto, 65% finanziamento bancario). Il Rdc è compatibile con Naspi e con ogni strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria (limite 780 euro). Si può sommare anche alla Dis-coll (indennità di disoccupazione). Il reddito di cittadinanza è cumulabile anche con l’assegno di ricollocazione che vuole favorire la riqualificazione e il reinserimento dei disoccupati”.

Che aspettate ragazzi del Nord, cambiate residenza. Accumulate più che potete!

A dicembre 2019 il rifinanziamento, con contributi individuali fino a 50mila euro. Sul Giornale di Sicilia si leggeva che il finanziamento può essere utilizzato “per la creazione di nuove attività che arriva fino a 200mila euro in caso di società. Ma per cosa può essere utilizzato? Copre i costi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività”.

Una parte del finanziamento è a fondo perduto e copre il 35 per cento dell’investimento. Il 65%, invece, è demandata ad un finanziamento bancario, garantito dal Fondo di Garanzia per le Pmi, i cui interessi sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

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