“Devastante il blocco del 110% di superbonus”. In fumo 5,2 miliardi di crediti e 47mila posti di lavoro

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”Il blocco del SUPERBONUS scaturito dagli interventi correttivi del Governo sta avendo un effetto devastante sull’economia. Il 110% va portato fino a scadenza, ampliando il meccanismo delle cessioni del credito per permettere alle Pmi che hanno lavori già avviati e in corso di sbloccare i cantieri. È doveroso controllare la corretta applicazione della misura e sanzionare comportamenti fraudolenti, ma questo non può in nessuna maniera incidere negativamente sui lavori in corso d’opera o già assegnati”. A dichiararlo è Federico Iadicicco, presidente nazionale di ‘Anpit Azienda Italia’ intervenendo alla trasmissione ‘Start’ su SkyTg24. ”In merito all’obbligo dei pagamenti digitali per i pubblici esercizi e per i professionisti riteniamo che il Pos sia uno strumento di civiltà, quindi ben venga, ma non è certo la via maestra per il contrasto all’evasione fiscale. Una cosa deve essere chiara: bisogna intervenire per ridurre drasticamente i costi delle commissioni bancarie, per quanto possano sembrare marginali impattano sui margini delle aziende in un contesto economico già molto complesso aggravato dall’esponenziale aumento dei costi delle materie prime”, ha concluso Iadicicco, presidente nazionale di ‘Anpit Azienda Italia’. 

Se le piccole imprese non potranno incassare i 5,2 miliardi di crediti fiscali per lavori incentivati dai bonus edilizia si perderanno 47mila posti di lavoro. Lo denuncia Confartigianato che ha calcolato l’impatto sull’occupazione nel settore delle costruzioni a causa del blocco del sistema della cessione dei crediti, non gestibili sul mercato bancario a causa delle continue modifiche normative in materia. A fronte dei 5.175 milioni di euro incagliati nei cassetti fiscali delle imprese – di cui 3.684 milioni (il 71,2%) per il superbonus e 1.491 milioni (28,8%) per gli altri bonus edilizi – la loro inesigibilità costerebbe la perdita di 46.912 addetti nelle micro e piccole imprese. In questo modo – sottolinea Confartigianato – si ridurrebbe del 40% l’aumento di occupazione creato nel settore delle costruzioni nell’ultimo anno, pari a 116 mila unità posti di lavoro in più tra il primo trimestre 2021 e il primo trimestre 2022, equivalente ad un ritmo di crescita del +8,4%, il doppio rispetto al totale dell’economia (+4,1%). Secondo Confartigianato il blocco dei crediti, le continue modifiche normative in materia di bonus edilizia e la volontà del Governo di non prorogare il superbonus colpiscono proprio l’unico settore che, anche grazie a queste misure di sostegno, ha rimesso in moto il mercato del lavoro negli ultimi due anni. Infatti, tra il primo trimestre 2020 e il primo trimestre 2022, le costruzioni hanno fatto registrare l’aumento di 176mila addetti, a fronte del calo generalizzato di addetti nei servizi (-106mila), nella manifattura (-41mila), nell’agricoltura (-50mila). A livello territoriale il maggiore incremento di occupazione nelle costruzioni si è registrato nel Mezzogiorno, con 101mila addetti in più negli ultimi due anni, seguito dalla crescita di 71mila occupati nel Nord Ovest.

 ”E’ paradossale e autolesionista – fa rilevare il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – bloccare strumenti che hanno consentito la creazione di lavoro, il rilancio della domanda interna e che dovrebbero favorire la transizione ecologica del nostro Paese. Mi auguro si trovi una soluzione rapida e di buon senso, innanzitutto per ‘liberare’ i crediti fiscali incagliati ed evitare il fallimento di migliaia di imprese che non possono pagare dipendenti, fornitori, tasse e contributi, oltre a scongiurare la miriade di contenziosi legali che si aprirebbe inevitabilmente a causa del blocco dei cantieri avviati, a danno dei cittadini che hanno commissionato i lavori e che ora li vedono messi a rischio”. ”Per il futuro degli incentivi nel settore edilizia, che la Commissione europea ha indicato tra le armi più efficaci per rilanciare lo sviluppo – aggiunge il Presidente Granelli – mai più gli stop and go normativi di questi ultimi mesi che hanno vanificato le aspettative e gli sforzi di cittadini e imprenditori. Siamo pronti fin d’ora ad un confronto con il Governo e il Parlamento per individuare soluzioni equilibrate, che mettano al riparo dalle truffe dei finti imprenditori, e per definire provvedimenti certi, strutturali e sostenibili finalizzati a favorire la transizione green e il risparmio energetico”.

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