Crollo del Bitcoin. Trump: criptovaluta è una truffa

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Bitcoin al tappeto. La cripto cede il 10% e va sotto i 33.000 dollari. A contribuire a muovere (verso il basso) l’altalena della criptovaluta questa volta non è Elon Musk coi suoi hashtag. Ma l’ex inquilino della Casa Bianca Donald TrumpTrump non usa mezzi termini nel prendere posizione contro il bitcoin. L’ex presidente degli Stati Uniti ha dichiarato a Fox Business che vede il Bitcoin come una “truffa” che colpisce il valore del dollaro Usa. “Non mi piace perché è un’altra valuta in competizione con il dollaro”, ha detto il tycoon.

Parole di Trump che arrivano poche ore dopo l’annuncio del presidente di El Salvador, Nayib Bukele, di una proposta di legge per fare in modo che il Bitcoin abbia corso legale nel paese. Se la proposta di legge passasse, El Salvador diventerebbe il primo paese al mondo a legalizzare la criptovaluta numero uno al mondo. Bukele ha fatto l’annuncio nel corso della Bitcoin Conference 2021 di Miami dedicata alla moneta digitale, presentata come l’evento sul Bitcoin più importante della storia con la presenza di personalità di spicco quali Jack Dorsey (co-founder e presidente di Twitter) e Michael Saylor, ceo di MicroStrategy.

A spingere in ribasso la divisa digitale, ci aveva pensato il patron di Tesla Elon Musk poche settimane, annunciando che la sua società non avrebbe più accettato il bitcoin come pagamento per i veicoli, causando un crollo generalizzato sulle criptovalute. Intanto, il bitcoin fa notizia anche nel settore del Fintech made in Italy. Conio raggiunge (e festaggia) quota 250.000 clienti, registrando una crescita senza precedenti negli ultimi 15 mesi. La fintech italiana che per prima nel nostro paese ha sviluppato un portafoglio bitcoin accessibile e gestibile tramite una mobile app, da marzo 2020 a maggio 2021 ha visto crescere il numero di clienti attivi sulla piattaforma di oltre il 1.000%.”Il numero di clienti retail raggiunto in Italia dalla fintech nata appunto con l’obiettivo di rendere particolarmente semplice e accessibile a tutti la compravendita e la conservazione della criptovaluta – sottolinea Conio in un comunicato- si inquadra nel particolare momento vissuto dal bitcoin nel corso dell’ultimo anno. Conio ha visto una importante accelerazione della crescita della sua base utenti a partire da marzo 2020: trend che prosegue in modo costante”.

Ed è Christian Miccoli, ceo e co-founder di Conio, a sottolineare il risultato: “Siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato: alla compravendita di bitcoin si sta infatti avvicinando una fascia sempre più ampia ed eterogenea di risparmiatori. Fin dall’inizio, l’obiettivo di Conio è stato quello di contribuire alla diffusione di questa valuta attraverso una piattaforma semplice e immediata; a nostro avviso, l’accelerazione di questi mesi è il segnale di un cambio di passo nel nostro Paese”.Proprio in Italia il tema delle criptovalute comincia a scaldare il dibattito politico. A levare gli scudi contro bitcoin and company è la Lega, per voce dell’europarlamentare della Matteo Adinolfi.

“Riciclaggio, attività poco lineari, giovani a rischio bancarotta, frodi e hackeraggi. Le criptovalute rappresentano sempre più spesso un serio pericolo per i nostri giovani.- è l’allarme del leghista – L’apparente e spesso ingannevole facilità con cui è possibile aderire a una piattaforma per l’acquisto di criptovalute on-line ha visto incrementare in modo esponenziale il numero degli investitori, specie tra i giovani under 30. Molti ragazzi infatti sono caduti in una vera e propria forma di ludopatia che li ha portati a perdere praticamente tutto o gran parte dei loro investimenti. Adinolfi annuncia di avere presentato un’interrogazione alla Commissione Europea “chiedendo proprio di migliorare fattivamente le misure volte a tutelare gli investitori”.

Di recente la numero uno della Bce Christine Lagarde aveva dato una stoccata alle criptovalute, ribadendo che non si tratta di valute alternative ma di mezzi per finanziare attività illecite, senza valore intrinseco né regolamentazione. Si è unita ai governatori delle principali banche centrali mondiali che continuano a esprimersi in maniera fortemente negativa sulle criptovalute, anche oltreoceano. Intanto l’euro digitale è allo studio, ma serve tempo.

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