Condanna per caporalato sui rider a Milano: 440mila euro ai lavoratori sfruttati

  Il gup di Milano Teresa De Pascale ha condannato Giuseppe Moltini a 3 anni e 8 mesi e 30 mila euro di multa, Giovanni Abbrancati a 2 anni e Isidoro Taddeo a un anno sei mesi e 20 di reclusione. Si tratta della prima condanna per caporalato relativa all’intermediazione e sfruttamento dei RIDER del servizio Uber Eats e in cui le parti civili ricevono subito un risarcimento.  Moltini, amministrato della società di intermediazione Flash Road City è stato interdetto dai pubblici uffici per cinque anni e deve versare una provvisionale di 10mila euro per ciascuna delle 44 parti civil (440mila euro quindi) i e 20 mila euro in favore della Cgil Camera del Lavoro Milano, immediatamente esecutive, in tal senso il giudice dichiara la “conversione del sequestro conservativo già disposto in pignoramento”.  In tal senso si ordina la confisca delle somme di denaro, dei conti correnti e delle quote societarie “sino alla concorrenza dell’importo complessivo di 313.789,93 euro”. Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra 90 giorni. 

“Noi siamo molto contenti del provvedimento del Tribunale di Milano perché, indipendentemente dall’uso delle piattaforme digitali o meno, è stato riconosciuto il diritto di questi lavoratori, per lo più stranieri e richiedenti asilo, a non essere trattati come schiavi”. Lo ha detto l’avvocato Giulia Druetta, che con il professor Mauruzio Riverditi, e gli avvocati Gianluca Vitale, Laura Matinelli e Sergio Bonato assiste 44 rider che si sono costituiti parti civili nel processo, celebrato con rito abbreviato, a carico di Giuseppe Moltini, amministratore delegato della Flash Road City, società di intermediazione con Uber Eats che organizzava il lavoro dei rider. “I fattorini venivano impiegati con orari assurdi e pagati pochissimo”, prosegue il legale che insieme agli altri avvocati dei fattorini conta “sul fatto che venga accertata anche nel proseguio la responsabilità di Uber in qualità di responsabile civile e della manager” Gloria Bresciani (al momento sospesa dall’azienda, ndr.) “che è imputata” per caporalato nell’ambito di un processo per la medesima vicenda che prenderà il via lunedì 18 ottobre davanti alla nona sezione penale del Tribunale di Milano.

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