Chi sono i veri economisti indipendenti? Quel Nobel a Joseph Stiglitz

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di Marcus Dardi – Nelle università italiane il premio Nobel 2001 per l’economia Joseph Stiglitz è molto conosciuto.

Economista e saggista statunitense, in Italia ha collaborato con la Pontificia Accademia delle scienze sociali, ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Università di Bergamo, dalla Luiss di Roma, dall’Università Politecnica delle Marche

Ha collaborato, con la Columbia University, è stato consulente economico nell’amministrazione Clinton,

Collaborò con la Banca Mondiale ma fu costretto alle dimissioni dal segretario del tesoro Summers.

I suoi studi e le sue pubblicazioni riguardano: la microeconomia, la spiegazione del fallimento dell’economia socialista, le informazioni imperfette sui mercati e sul sitema capitalista, gli errori dell’FMI nella gestione delle crisi finanziarie, gli errori della globalizzazione e al falso liberismo economico.

Stiglitz ha mosso forti critiche al FMI accusandolo di cercare il “Washington consensus“, poiché gli USA sono il loro maggior finanziatore e quindi il FMI favorisce gli interessi statunitensi verso quelli dei Paesi più poveri realmente bisognosi di aiuto.

Nel 2011, Joseph Stiglitz appoggia e partecipa al movimento “Occupy Wall Street” che è quel movimento che rivolgendosi contro l’élite finanziaria ha usato il famoso slogan “Voi siete l’1% e noi siamo il 99% del pianeta”.

Stiglitz è anche molto critico nei confronti delleEuro che definisce una valuta zoppa. Per poter essere una valuta “seria” tra gli Stati aderenti dovrebbe esserci, secondo lui, un patto fiscale, un patto tra banche di qualità e integrazione politica.

Durante la sua lunga carriera non ha mancato di colpire di fioretto.

Ai Paesi Nord americani edeEuropei ha consigliato di eliminare le tasse sui prodotti provenienti dai Paesi poveri.

Mette in guardia i Paesi europei dal surplus economico della Germania. Questo surplus aiuta solo la Germania mentre crea deflazione, disoccupazione e crisi negli altri Paesi che si indeboliscono sempre di più. Questo avviene poiché non c’è un bilancio consolidato tra i Paesi ad area Euro che non possono usare la leva della svalutazione per equilibrare gli scambi intra-UE.

Ha più volte indicato nelle sedi più prestigiose il pericolo di una globalizzazione che rende la Cina sempre più forte a discapito di un’economia USA deindustrializzata che vuol difendersi a colpi di tariffe.

C’è una sua frase che a me sembra caratteristica per comprendere in pieno la sua visione del mondo di oggi. Questa frase dice:

«La guerra moderna, fortemente tecnologica, mira ad eliminare il contatto umano: sganciare bombe da un’altezza di 15.000 metri permette di non sentire quello che si fa. La gestione economica moderna è simile: dalla lussuosa suite di un albergo si possono imporre con assoluta imperturbabilità politiche che distruggeranno la vita di molte persone, ma la cosa lascia tutti piuttosto indifferenti, perché nessuno le conosce».

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