Chi ha pagato il lockdown: ristoranti, bar, alberghi, agenzie viaggio, palestre, cinema e teatri

6 Febbraio 2021
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Dalle stime sull’andamento medio del fatturato 2020, i settori piu’ colpiti dalla pandemia hanno interessato, in particolar modo, il commercio, i servizi alla persona e l’area dell’intrattenimento. I risultati a cui e’ giunto l’Ufficio studi della CGIA sono impietosi: agenzie di viaggio e tour operator -73,2 per cento; attivita’ artistiche, palestre, piscine, sale giochi, cinema e teatri -70 per cento; alberghi e alloggi -53 per cento; bar/ristoranti -34,7 per cento; noleggio e leasing operativo -30,3 per cento; commercio/riparazione di autoveicoli e motoveicoli -19,9 per cento. In termini assoluti, la perdita di fatturato piu’ importante ha interessato il commercio all’ingrosso (-44,3 miliardi di euro). Seguono il commercio/riparazione auto e moto (-26,8 miliardi) i bar e i ristoranti (-21,3 miliardi di euro), le attivita’ artistiche, palestre, sale giochi, cinema e teatri (-18,3 miliardi), il commercio al dettaglio (-18,2 miliardi), gli alberghi (-13,9 miliardi), le agenzie di viaggio e i tour operator (-9,3 miliardi).

A rischio quasi 300 mila micro imprese e 1,9 milioni di addetti Secondo una recente indagine realizzata dall’Istat1 , sono 292 mila le aziende che si trovano in una situazione di seria difficolta’. Attivita’ che danno lavoro a 1,9 milioni di addetti e producono un valore aggiunto che sfiora i 63 miliardi di euro. Il numero medio di addetti per impresa di questa platea di aziende cosi’ a rischio chiusura e’ pari a 6,5. Stiamo parlando di micro attivita’ che, pesantemente colpite dall’emergenza sanitaria, non hanno adottato alcuna strategia di risposta alla crisi e, conseguentemente, corrono il pericolo di abbassare definitivamente la saracinesca.

I settori produttivi piu’ interessati da queste 292 mila attivita’ sono il tessile, l’abbigliamento, la stampa, i mobili e l’edilizia. Nel settore dei servizi, invece, si distinguono le difficolta’ della ristorazione, degli alloggi/alberghi, del commercio dell’auto e altri comparti come il commercio al dettaglio, il noleggio, i viaggi, il gioco e lo sport. E’ evidente che non tutti questi operatori economici chiuderanno definitivamente i battenti, tuttavia con lo sblocco dei licenziamenti previsto entro la fine del prossimo mese di marzo, molti degli addetti di queste attivita’ rischiano di trovarsi senza un’occupazione regolare.

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