C’era una volta l’auto made in Italy – Il libro inchiesta di Marco Lupis

22 Febbraio 2024
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Ombre cinesi a Mirafiori?  L’auto made in Pechino, a quanto pare, sbarca prepotentemente in Italia, almeno secondo la notizia per cui Stellantis, attraverso i cinesi di Leapmotor, l’azienda che dall’ottobre scorso è posseduta al 21 per cento dal colosso automobilistico ex Fiat guidato da Tavares, produrrà almeno 150.000 city car elettriche a basso costo all’anno già a partire dal 2026.

Una notizia che riporta prepotentemente sul tavolo dell’attualità le problematiche descritte nell’ultimo libro del giornalista ed esperto di Estremo Oriente Marco Lupis, “Ombre cinesi sull’Italia – le mire espansionistiche di Pechino”, Rubbettino Editore.

“Si tratta” osserva Lupis, “di uno stock importante che rappresenterebbe un terzo delle auto che Leapmotor prevede di costruire fuori dalla Cina entro il 2030. Una notizia che potrebbe essere buona – perché rappresenta un cambio di passo nella politica italiana di Stellantis, che pareva improntata ad una progressiva “dismissione” della produzione nostrana, ma pone anche non poche domande alle quali non è sempre facile dare una risposta ottimistica. “Comunque” nota ancora Lupis, “da un lato c’è lo stesso governo italiano che invita i cinesi ad aprire una fabbrica in Italia per fare concorrenza  a Stellantis, dall’altro c’è la stessa Stellantis che, con Leapmotor, i cinesi li porta in casa lei stessa, e questo dovrebbe imporre quantomeno una riflessione”.

“I capitali cinesi nelle aziende italiane possono anche essere una risorsa e un vantaggio, questo è ovvio”, continua Lupis, “ma la cautela è d’obbligo quando si parla di aprire le porte societarie ad un Paese, la Cina, che certamente non è una democrazia e dove la trasparenza lascia molto a desiderare. Basti pensare “conclude Marco Lupis, “che qualsiasi azienda cinese è tenuta – per legge – a collaborare a qualsiasi richiesta da parte dell’intelligence del suo Paese: in soldoni, non può rifiutarsi di fare la spia per conto del Partito Comunista Cinese”.


Il libro
-La Cina sta lentamente ma inesorabilmente infiltrando la realtà italiana, ponendo al centro del mirino della sua raffinata strategia – tra soft e sharp power – le istituzioni politiche italiane, gli affari, la finanza, il mondo accademico, la cultura e i Media. La minaccia è di quelle da non sottovalutare, al punto che – già nel novembre del 2020 – il Copasir, Comitato di controllo sui Servizi Segreti, lanciava l’allarme sui pericoli legati alla penetrazione cinese in molti settori della vita italiana: imprenditoriale, politico, istituzionale e anche nell’intelligence. Un segnale forte, che però finisce quasi dimenticato, presto sepolto sotto le notizie sempre più allarmanti sulla pandemia di Coronavirus.

Fino a quando, il 6 novembre 2023 – con quasi due mesi di anticipo sulla scadenza ufficiale – il nuovo governo di centrodestra decide l’uscita dal contestatissimo protocollo della Nuova Via della Seta, firmato nel 2019 dal governo Conte, che aveva tra l’altro messo l’Italia nella scomoda posizione di essere l’unico tra i paesi del G7 ad averlo sottoscritto. Il libro ricostruisce la storia, le modalità e le dinamiche della silenziosa ma costante penetrazione della Cina in Italia, con particolare riferimento all’ultimo decennio e cerca di dare una risposta a una domanda che si fa sempre più urgente: riusciremo a controllare le mire espansionistiche di Pechino nel nostro Paese?

Marco Lupis, giornalista, inviato di guerra, fotoreporter e scrittore, è stato per molti anni il corrispondente da Hong Kong del quotidiano «La Repubblica» e della Rai. Oggi è inviato e corrispondente di guerra per l’«HuffPost» e per la Televisione Svizzera RSI.

Ombre cinesi sull’Italia. Le mire espansionistiche di Pechino, Rubbettino 2024, pp. 154, € 16,00

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Direttrice: Stefania Piazzo
La Nuova Padania, quotidiano online del Nord.
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