Cassa integrazione in deroga: più richieste dal Centro Sud. Il Nord non ha imprese? I conti che non tornano

di Giuseppe Longhin – Che l’Italia sia bella tutta potrebbe anche essere vero, ma che sia unita proprio no. Non voglio tornare a parlare di Settentrione e Meridione, di Nord e Sud, di questione settentrionale e Cassa del Mezzogiorno. Solo una piccola riflessione su un fatto oggettivo, basato sui numeri, un dato concreto e indiscutibile: il pagamento della cassa integrazione in deroga.


Una breve spiegazione per i non addetti ai lavori: il trattamento di CIGD può essere richiesto dai soggetti giuridici qualificati come imprese, dai piccoli imprenditori come coltivatori diretti, artigiani, piccoli commercianti e dalle cooperative sociali.
In sostanza la CIGD spetta solo a chi ha un lavoro. Viene pagata solo ed esclusivamente dall’INPS con bonifico diretto sul conto corrente del lavoratore. In caso eccezionale, come in questo caso per il COVID-19, le Regioni possono anticipare il bonifico passando dal sistema bancario.


Detto questo, le domande, che si riferiscono al numero di aziende, presentate in data 23 aprile sono le seguenti:
Domande pervenute 81.152
Domande autorizzate 36.855
Domande pagate 4.120

Una prima considerazione nasce dall’analisi di dove provengono le richieste: Lazio 30.840, Campania 8.999, Veneto 6.972, Marche 6.411, Emilia Romagna 3.449. Da questi dati si potrebbe evincere che il fantomatico nord industrializzato non esiste e non è mai esistito dato che il 58% delle richieste proviene da Lazio, Campania e Marche. Oppure, più semplicemente, che i piccoli imprenditori del nord, anche stavolta, hanno deciso di aiutarsi da soli e rinuncino all’assistenzialismo.


Come faccia poi la Campania ad avere più del doppio di aziende dell’Emilia Romagna mi è incomprensibile.
La cosa che “divide” l’Italia non è solo l’orgoglio imprenditoriale, a mio avviso in questo caso più negativo che positivo, ma soprattutto la precedenza che lo Stato o la politica in generale dà a chi non lavora.
Un imprenditore appassionato di statistica, come il sottoscritto, resta infatti basito davanti all’impressionante numero degli aventi diritto al reddito di cittadinanza: 2,6 milioni di persone pari a 1.073.000 famiglie (fonte Il Sole 24 ore). La regione con il maggior numero di nuclei beneficiari è, guarda caso, la Campania (20% delle prestazioni erogate), seguita dalla Sicilia (18%), dal Lazio e dalla Puglia (9%). Queste quattro regioni valgono il 56% dei nuclei beneficiari.


Un ulteriore dato a testimonianza del fallimento del progetto “reddito” sono le persone che hanno ricevuto un contratto di lavoro: “ben” 39.760.
In conclusione si aggiunge la tempistica del pagamento della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga e del Reddito di Cittadinanza. La prima, con competenza marzo e prevista e promessa dal primo ministro Conte entro metà aprile, non è ancora arrivata; il secondo, con competenza aprile, è stato anticipato a partire dal 23 aprile.


Anche stavolta assistenzialismo batte lavoro, furbizia batte onestà, Pulcinella batte Meneghino.

Photo by Clark Young

Stefania Piazzo:

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