Caro energia, se il Parlamento facesse il suo lavoro…

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di Gigi Cabrino – Dunque, tutti i partiti che hanno mandato a casa il Governo Draghi, sentendosi migliori, evidentemente, del governo ” dei migliori” chiedono al governo – si quello che han fatto cadere ed è in carica solo per gli affari correnti – di occuparsi alla svelta dell’aumento vertiginoso dei prezzi del gas e, di conseguenza, delle bollette.


E hanno tutti una ricetta, imposizione del tetto massimo al prezzo, riduzione delle accise e dell’Iva etc…. Tutte cose ovviamente più che condivisibili in un frangente come questo che vede famiglie e imprese in grande difficoltà per il caro energia fuori controllo e la prospettiva di un autunno/inverno drammatico.


Però, con atteggiamento che dire infantile è poco, our avendo la soluzione in tasca e il tempo stringa vogliono che a occuparsene sia il governo che han fatto cadere, con discussioni infinite sui limiti da ” affari correnti ” da superare o meno.


Ma se questa migliori dei migliori si informasse verrebbe a sapere ca differenza del governo il Parlamento è in carica fino all’insediamento del prossimo, di cui molti non faranno più parte, e che non esistono solo i decreti del governo ma anche, e soprattutto, le leggi del parlamento.


Quindi per mezz’ora lascino da parte social e gare a promettere di più e mettano giù un testo con le misure da prendere, visto che c’è consenso praticamente unanime; poi si convochi un giorno il Parlamento e in un’ora si vota il testo prima in un ramo e poi nell’altro, poi possono tornare alla campagna elettorale.
E dimostrerebbero, se non di essere i migliori, almeno di essere seri.

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