CALO DEMOGRAFICO: TRA VENT’ANNI 6,9MILIONI DI LAVORATORI IN MENO

29 Aprile 2023
Lettura 1 min

di Gigi Cabrino – Nell’imminenza del primo maggio la Fondazione Di Vittorio della CGIL ha pubblicato uno studio sulle conseguenze del calo delle nascite sul mercato del lavoro .
Lo studio è stato analizzato da Tgcom 24.
Tra 20 anni le persone in età da lavoro, tra i 15 e i 64 anni, saranno, 6,9 milioni in meno rispetto a oggi, mentre il numero degli anziani crescerà di 4,8 milioni. E’ quanto emerge dall’ultima ricerca realizzata dalla Fondazione Di Vittorio, della Cgil. “Un calo demografico insostenibile – avverte il presidente Fulvio Fammoni – che, se non contrastato con interventi immediati, prospetterebbe un futuro di declino cui non ci si può rassegnare”. E proprio per contrastare il fenomeno, l’attuale saldo migratorio dovrebbe aumentare di almeno 150mila persone l’anno.

  • Calo demografico e mercato del lavoro.

La diminuzione della popolazione è un fenomeno ormai consolidato con evidenti ricadute anche sul mercato del lavoro, sottolinea l’indagine. Le previsioni probabilistiche da qui al 2043 segnalano una riduzione della popolazione residente di oltre tre milioni rispetto ad oggi, in seguito alla diminuzione dei più giovani (-903mila) e appunto delle persone in età da lavoro (-6,9 milioni). Aumenterà invece il numero degli anziani, che saranno 4,8 milioni in più.

  • Saldo naturale negativo. L’analisi sottolinea che tutto questo accade mentre il meccanismo che alimenta la crescita della popolazione “si è arrestato: il saldo naturale è negativo, mentre il saldo migratorio è positivo, ma del tutto insufficiente a compensare quello naturale. Un apporto aggiuntivo al saldo migratorio di 150mila persone all’anno consentirebbe in 20 anni di mitigare la diminuzione della popolazione totale e ridurrebbe il calo previsto della popolazione attiva”.
  • I possibili interventi. “Non esiste un’unica leva – chiarisce ancora Fammoni -, ma più fattori non contrapponibili fra di loro su cui intervenire. La ricerca infatti propone dati e idee di possibili interventi per ridurre in modo accettabile il calo della popolazione in età da lavoro, estendendo a tutti diritti e opportunità e garantendo al Paese la possibilità di sviluppo economico e sociale”.

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

IL GIORNALE

Direttrice: Stefania Piazzo
La Nuova Padania, quotidiano online del Nord.
Hosting: Stefania Piazzo

Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Servizio Precedente

Il miracolo cinese del “capitalismo di Stato”

Prossimo Servizio

Confesercenti, mancano 100mila lavoratori nel turismo

Ultime notizie su Economia

Superbonus ahi ahi ahi. Ma chi lo votò?

“Il Superbonus , insieme al bonus facciate e, in misura minore, gli incentivi alle imprese Transizione 4.0 hanno inciso marcatamente sui conti pubblici degli ultimi anni lasciando anche una pesante eredità sul futuro”. A

730 “facile”? Con 152 pagine di istruzioni?

Nulla a che vedere con quanto accadeva qualche decennio fa, quando il “modello 730” fu definito addirittura “lunare”. Da più di qualche anno, fortunatamente, non è più così. Un lavoratore dipendente o

Draghi, fortissimamente Draghi

di Gigi Cabrino – È tornato a parlare del dossier sulla competitività che sta predisponendo per conto della commissione UE; e , come prevedibile, quando Mario Draghi parla e sue parole fanno
TornaSu

Don't Miss