Calano i consumi alimentari. Verso l’economia di guerra

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I consumi alimentari in Italia stanno registrando una preoccupante flessione, determinata dal forte rialzo dei prezzi al dettaglio e dall’impoverimento delle famiglie causato dal caro-bollette. Lo denuncia Assoutenti che, dopo gli ultimi dati sulle vendite al dettaglio forniti dall’Istat, traccia un quadro del fenomeno. Gli acquisti di generi alimentari sono calati a marzo del 6% rispetto allo scorso anno – spiega l’associazione – Se tale trend dovesse essere confermato anche nei prossimi mesi, si tratterebbe di una riduzione della spesa alimentare che, al netto dell’inflazione, vale circa 450 euro annui a famiglia. Il caro-prezzi mette così a rischio circa 6,4 miliardi di euro di consumi alimentari che potrebbero essere tagliati dagli italiani nel corso del 2022 per far fronte all’emergenza in atto – stima Assoutenti – Il trend dei primi mesi dell’anno registra infatti una forte contrazione dei volumi di vendita del comparto alimentare rispetto allo stesso periodo del 2021 (-3,3%), e nonostante l’assenza delle limitazioni al commercio imposte lo scorso anno dall’emergenza Covid. 

 A pesare sulla forte contrazione dei consumi alimentari non solo il caro-bollette, ma l’escalation dei prezzi al dettaglio registrata dal comparto: basti pensare che gli ultimi dati Istat segnano per i beni alimentari un incremento dei prezzi del +1,5% su base mensile e del 6,7% annuo. In testa alla classifica dei rincari si piazzano gli oli alimentari i cui listini salgono del +63,5% rispetto al 2021, Farina +17,2%, Burro +15,7%, Pasta +14,1%, Pollo +12,2%, Verdura +12%, Frutti di mare +10,2%, Gelati +9,5%, Uova +9,3%, Succhi di frutta +8,9%, Pane +8,4%, Frutta fresca +7,8%, Pesce fresco +7,7%. ”Le famiglie riducono anche la spesa per il cibo, bene primario e indispensabile, e questo è un campanello d’allarme che il Governo non può permettersi di ignorare – afferma il presidente Furio Truzzi – E’ necessario adottare misure urgenti tese a salvare i bilanci familiari, partendo dall’individuazione di un paniere di beni per il quale fissare prezzi amministrati, affrontando una situazione di emergenza con misure eccezionali, come avvenuto in passato”.

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