Bonomi le canta al governo: dove andiamo con 60 mesi per avere i crediti delle imprese?

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Mercoledì è stato il giorno del presidente di Confinfustria, il lombardo Carlo Bonomi.

Agli Stati generali a Villa Pamphili ha cristallizzato le criticità: “Le misure economiche italiane si sono rivelate più problematiche di quelle europee”. Roma è peggio di Bruxelles.

“L’impegno contro una nuova dolorosa recessione può avere successo solo se non nascondiamo colpe ed errori commessi da tutti negli ultimi 25 anni” scrive su twitter il presidente di Confindustria. E sottolinea: “Ora si onorino i contratti-debiti verso le imprese”. Questo è il punto cruciale. E’ inutile annunciare aiuti, interventi che passano per finanziamenti bancari, se poi lo Stato è il peggior pagatore. Non rimborsa se non a babbo morto i crediti Iva e non paga le imprese con le quali lavora.

“Chiedo immediato rispetto per la sentenza della Magistratura che impone restituzione di 3,4 miliardi di accise energia, impropriamente pagate dalle imprese e trattenute dallo Stato nonostante la sentenza della Corte di Cassazione che ne impone la restituzione”, aggiunge Bonomi.

Poi in una intervista al Tg5 il presidente di viale dell’Astronomia ha chiuso così: non si possono attendere 60 mesi contro i 30 degli altri paese europei, per vedere restituiti i crediti delle imprese.

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