BONOMI: C’È UN TERREMOTO ECONOMICO, IL GOVERNO DRAGHI SE NE OCCUPI”

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Il Presidente di Confindustria è stato ospite in Non Stop News, con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lonigro. Il suo allarme: “C’è il rischio di dover spegnere il sistema industriale italiano”.

GAS: “RISCHIO DI SPEGNERE IL SISTEMA INDUSTRIALE, SERVE UNA STRATEGIA DI RAZIONAMENTO”
“La crisi del conflitto in Ucraina ha accelerato tema di politica energetica che l’Europa non ha mai voluto affrontare. Tutto ciò si somma a errori commessi dall’Italia. Utilizziamo 75 miliardi di metri cubi di gas all’anno (20 miliardi per le industrie, 25 in ambito civile, 30 per produrre energia elettrica). Abbiamo la necessità di 15 miliardi di metri cubi di gas russo, ancora oggi. Le stime dicono che diventeremo indipendenti dal 2024. Ma dobbiamo fare il rigassificatore di Piombino, quello in Emilia Romagna e importare gas da altri paesi e investire. Abbiamo la necessità di arrivare agli stoccaggi previsti dal governo (90%), che vuol dire coprire 11 miliardi di metri cubi. Se la Russia sospende l’invio di gas avremmo un buco di 4 miliardi di metri cubi. Spegneremmo quasi un quinto dell’industria italiana. Ecco perché serve pensare a una strategia di razionamento. Spegnere il sistema industriale italiano significa mettere a rischio migliaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e reddito per migliaia di famiglie italiane. L’attenzione va ai mesi stress di gennaio e febbraio, ma tutto ciò che sta succedendo nei primi sette mesi dell’anno ha fatto sì che la cassa integrazione sia aumentata del 45% rispetto all’anno precedente. Un dato che ci allarma”.

IL TETTO AL PREZZO DEL GAS
“Con interventi trimestrali non si va lontano. Serve un tetto al prezzo del gas. Caro bollette e crisi energetica non sono legate solo al conflitto e alle sanzioni alla Russia, ma vengono da lontano. Il tetto al prezzo del gas, se non viene fatto a livello europeo, va fatto a livello nazionale. Il via libera al tetto dalla Germania ha fatto sì che in un giorno il costo del gas sia crollato da 308 a 254 euro. Portogallo e Spagna, che l’hanno già applicato, pagano la metà in energia rispetto all’Italia, dove il costo è tra i più alti in Europa”.

I CERTIFICATI VERDI
“Dobbiamo sospendere l’acquisto dei certificati verdi. Follia far pagare al sistema industriale europeo i certificati a questi prezzi, ma soprattutto bisogna intervenire per fare in modo che non ci siano speculazioni. Non è possibile che la finanza possa comprare certificati verdi per lucrarci sopra, i certificati dovrebbero poter comprarli sono le imprese. Quattrocento impianti di energia rinnovabile sono fermi per la burocrazia, vanno sbloccati. Questa produzione di energia rinnovabile va dedicata alla manifattura per calmierare i prezzi. Sganciare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas: è una follia. Sole e vento non hanno aumentato il loro costo”.

“APRIRE UNA RIFLESSIONE SERIA SUL NUCLEARE”
“Sui temi di politica industriale l’Europa è stata completamente assente, ognuno ha seguito la sua strada. Sul nucleare, ad esempio, andrebbe aperta una riflessione molto seria in Italia. Le tecnologie cambiano, dopo anni”.

“C’È UN TERREMOTO ECONOMICO, IL GOVERNO DRAGHI SE NE OCCUPI”
“Il governo deve occuparsi solo degli affari ordinari? Se ci fosse un terremoto, il governo se ne occupa o no? Quello che stiamo affrontando è un terremoto economico. Il governo in carica può e deve intervenire su questo tema. Non possiamo aspettare due mesi, il tempo previsto per il nuovo governo, lasciando a rischio il sistema industriale italiano, il reddito e l’occupazione delle famiglie. Non abbiamo imparato la lezione del Covid, che ci ha detto che l’industria è un tema di sicurezza nazionale. Ci siamo accorti che non producevamo più dpi”. La campagna elettorale in corso? “In campagna elettorale è difficile che questi temi si affrontino in maniera compiuta. Non sento, in particolare, parlare di due temi prioritari: il calo demografico e la spending review”.

CUNEO FISCALE: “SI PUÒ E SI DEVE FARE, ANCHE DOMANI”
“Il cuneo fiscale si può e si deve fare. Non accetto la narrazione che non ci sono risorse. Ho sentito tutti i partiti dire che sono d’accordo e i ministri di questo governo sono espressione di quei partiti. Se si vuole davvero fare il taglio del cuneo, mettere più soldi in tasca agli italiani, lo possono fare domani mattina. Il parlamento è ancora nel pieno delle sue funzioni. Noi avevamo fatto una proposta da 16 miliardi. Ci hanno detto che non c’erano 16 miliardi da mettere in tasca ai lavoratori. La nostra proposta avrebbe voluto dire mettere 1.200 euro in tasca all’anno”.

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