Bollette tre volte più care in un anno, fino al più 300%. Commercio chiede incremento credito d’imposta al 50%

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 Da qui ai primi sei mesi del 2023, sono a rischio circa 120mila imprese del terziario di mercato e 370mila posti di lavoro. Lo stima l’Ufficio Studi di Confcommercio. Tra i settori piu’ esposti ai rincari energetici, il commercio al dettaglio, la ristorazione, la filiera turistica, i trasporti che, a seconda dei casi, registrano rincari delle bollette fino a tre volte nell’ultimo anno e fino a cinque volte rispetto al 2019, prima della pandemia. Complessivamente, la spesa in energia per i comparti del terziario nel 2022 ammontera’ a 33 miliardi di euro, il triplo rispetto al 2021 (11 miliardi) e piu’ del doppio rispetto al 2019 (14,9 mld). 

La Distribuzione Moderna, pur non rientrando nella classificazione dei settori “energivori”, ha consumi per oltre 12,2 TWh, su cui impattano principalmente la gestione della catena del freddo e dei banchi refrigerati. Le aziende della distribuzione “stanno registrando incrementi del costo delle bollette mai registrati prima: siamo su una media tra il +200%/+300% con punte anche piu’ alte in certi casi”. Oggi l’incidenza del costo dell’energia sul conto economico delle imprese del settore sta subendo un incremento significativo, passando dall’1-1,5% del 2021 al 3-4%, con punte fino al 6%. Con utili medi che il settore registra tra 0,5/1,5% e’ evidente che molte imprese sono fortemente a rischio di tenuta dei conti economici. Il comparto distributivo, sostengono, sara’ impegnato anche in futuro in azioni concrete per contenere i consumi di energia, ma alcuni consumi di energia “sono incomprimibili: si pensi ai banchi refrigerati, il cui assortimento, fatto di prodotti deperibili, e’ vitale per molte filiere produttive di eccellenza del Made in Italy ed e’ un servizio fondamentale per i consumatori, che possono accedere a un assortimento di prodotti di qualita’”. I prodotti deperibili, rappresentano oltre il 45% delle vendite medie di un supermercato, e in gran parte rappresentano eccellenze produttive nazionali, prevalentemente del territorio. 

I dati sono emersi in una conferenza stampa congiunta di CONFCOMMERCIO, Conad, Coop e Federdistribuzione sulle iniziative da intraprendere per contrastare gli effetti dell’aumento dei costi energetici. Tra i settori più esposti ai rincari, il commercio al dettaglio, in particolare del settore alimentare, la ristorazione, la filiera turistica, i trasporti.

Le associazioni hanno chiesto l’incremento del credito d’imposta per il caro energia elettrica dal 15% al 50% nel caso di aumenti dell’energia superiori al 100%, misura che andra’ estesa anche all’ultimo trimestre dell’anno; l’ampliamento dell’orizzonte temporale per la rateizzazione delle bollette almeno fino a dicembre 2022; l’incremento fino al 90% della copertura offerta dal Fondo di garanzia per le Pmi anche per i finanziamenti richiesti dalle imprese per far fronte alle esigenze di liquidita’ determinate dall’aumento del prezzo dell’energia elettrica.

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