Arrivano lacrime e sangue? La lettera dell’Ue che ci ricorda il pareggio di bilancio

Lettura 3 min

di Fulvio Curioni – E’ mminente il milleproroghe, quel serpentone legislativo ormai da anni entrato purtroppo a pino titolo nel nostro sistema parlamentare, in grado di accontentare ogni partito politico facente parte della maggioranza, ormai diventata bulgara. Di questi giorni è anche la lettera indirizzata all’Italia da parte del commissario europeo per l’economia Gentiloni e del suo collega commissario europeo al commercio Dombrowski. Tale missiva ci impone l’adesione ad un patto di stabilità, evidenziando come il nostro attuale rapporto deficit/pil risulti essersi assestato al 10%.

Ne consegue quindi una correzione di marcia delineata nella lotta all’evasione fiscale, non specificando nel testo se rivolta come sempre alle piccole medie imprese agonizzanti nel territorio oppure alle grandi imprese e multinazionali per nulla agonizzanti poiche’ in grande profitto anche derivante dallo attuale stato pandemico. Diminuire a partire dal 2022, quindi nel tempo di nove mesi, il rapporto deficit/pil diminuendo il nostro debito pubblico ora assestato al 158% , almeno al 135% entro il 2030.

Conseguire il pareggio di bilancio primario, cioe’ portare un pareggio tra tasse e spese dal 2023. Portare l’avanzo primario, cioe’ aumentare le tasse e diminuire la spesa pubblica alla soglia del 2,5% a partire dal 2023. Il governo Draghi deve ora rispondere a tale missiva trasmessaci dai burocrati europei, ed essendo composto da una schiacciante maggioranza politica bulgara ed europeista credo non vi siano alternative nella risposta che deve inevitabilmente agire sulle leve della finanza pubblica aumentando le tasse con una patrimoniale e sulla casa, per diminuire contestualmente le spese pubbliche, ovvero le risorse destinate alla famiglia, alla istruzione, alla salute, alla ricerca, azzoppando ancor più un paese reale ormai allo stremo di energie.

Ci si prospetta quindi, al fine di realizzare il patto di stabilità imposto dall’Europa, un default, un corto circuito sociale già memoria storica per altri paesi europei. Stiamo ora a vedere come, all’interno della maggioranza politica, possa uscire una volontà legata al tecnicismo dei numeri, oppure alla salvaguardia della dignità dell’intero paese, in quanto, già alcuni anni fa, tramite una lavagna, il governo Monti utilizzò il bisturi guadagnandosi la carica di senatore a vita, auspicando ora, come il governo Draghi, in nome della solidità europea e dell’euro, non intervenga col bisturi, puntando invece a divenire il nuovo inquilino al colle. Nell’uno e nell’altro caso, grande sconfitta resta la mancanza di democrazia.

Servizio Precedente

Due ospiti rsa di Cecina positivi a variante inglese, uno era stato vaccinato contro Covid

Prossimo Servizio

"80% vaccini entro marzo? Promessa impossibile"

Ultime notizie su Economia