Abracadabra: a gennaio l’inflazione USA sparirà

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di Luigi Basso – La notizia, veramente clamorosa (difatti i giornaloni la nascondono), campeggia sulla home page del sito del Bureau of Labor Statistics, l’ISTAT statunitense, e la segnala l’ottimo Mauro Bottarelli su Money.it: dal primo gennaio 2022 i criteri di calcolo dell’inflazione a stelle e strisce cambieranno radicalmente, dovendosi dal prossimo anno far riferimento nella base di calcolo al triennio precedente.


Con questo espediente furbissimo, il tasso del CPI nel 2022, a grandi linee, si dimezzerà.
In effetti il Washington Post ha recentemente suonato l’allarme sull’inflazione USA mostrando in un bel grafico che per trovare un valore analogo a quello attuale (+6,8 %) occorre risalire al 1982.
Tuttavia il paragone è fuori scala e, sebbene sia indicativo, non serve a capire il dramma attuale: infatti all’epoca i salari ed i rendimenti dei titolo pubblici erano legati all’inflazione e, dunque, un aumento di quest’ultima non era una mazzata per i consumatori.


Oggi, al contrario, in tutto il mondo occidentale le dinamiche dei salari e dei rendimenti dei risparmi sono totalmente divergenti rispetto all’inflazione: per esempio, i titoli dei debiti pubblici hanno ormai ovunque rendimenti negativi (pure in Italia, l’ultima emissione di BOT a un anno è stata piazzata con un rendimento di -0,4 %, pur con un’inflazione “ufficiale” del 3-4% annuo).


Il Presidente della FED ha recentemente detto che con un’inflazione così alta occorre porre mano al tapering, ai tassi e alla fine del QE negli USA: in un’economia drogata più di un cantante punk degli anni ’70, la dichiarazione ha avuto un effetto devastante.
Difatti la risposta non si è fatta attendere: l’inflazione è alta ? Abracadabra, sim salabin, resta di stucco è un barbatrucco, un po di trucco e parrucco, e l’inflazione non c’è più.


Coi nuovi metodi di calcolo l’inflazione passerà dal 6,8 % al 2-3 % massimo.
Del resto, in fatto di manipolazione dei dati economici gli USA non sono certo soli: gli Europei sono Gran Maestri.
Gli esempi non mancano, dal barbatrucco sull’inflazione, a quello sul PIL a quello sui dati della disoccupazione, per dire: eroina pura nelle vene dell’economia.
L’inflazione ufficiale è drogata mettendo nel paniere ISTAT (in accordo con le regole UE) centinaia di beni che hanno solo la funzione di “abbassare” il tasso di inflazione sui beni di prima necessità e sulle materie prime.
Il PIL è stato drogato inserendo dal 2015 anche una quota presunta di “economia illegale” (droga, contrabbando, racket della prostituzione, ecc.).


L’ISTAT considera occupati coloro che hanno lavorato almeno un’ora (un’ora, esatto) nella settimana di riferimento: in questo modo “spariscono” dalle tabelle dei disoccupati milioni di casi.
Dal 1 gennaio 2022, dunque, avremo un’altra favolosa magia del Circo della finanza attuale: la sparizione dell’inflazione ed il probabile riavvio del QE da parte della FED di Powell che potrà dire dopo le feste di fine anno: “wow, l’inflazione è sparita, come siamo bravi, avanti col QE come se non ci fosse un domani !”.


Per capire la follia in cui siamo immersi, si può fare un esempio.
Un tizio, pur essendo in cura dal dietologo, aumenta di dieci chili il suo peso, passando da 70 a 80 chili, ed il dietologo, visitandolo, gli risponde: “Che problema c’è ? da 150 libbre sei passato a 80 chili: sta andando tutto benone, continua con la dieta che ti ho dato”.
Con un dottore così, cosa potrà mai andare storto ?

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