3 miliardi ad Alitalia e 0 euro ad Air Dolomiti, compagnia che muove il Nordest. La Regione Veneto con Zaia tace?

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di Stefania Piazzo – Nel decreto Rilancio per il Covid c’è di tutto e di più. Anche quello che col Covid proprio non ha nulla a che fare. Prendiamo ad esempio l’immancabile Alitalia. Il provvedimento sforna 3 miliardi per la compagnia. Beh, si dirà, è ferma per il virus. Mah, forse è ferma per altro e destinare il 5% delle risorse ad una azienda che da decenni va avanti a colpi di aiuti pubblici che c’entra col Covid? Nulla. Appunto.

Ma è qui che si consuma il paradosso italiano. Anzi no, il paradosso del Nord zitto e muto. Perché le imprese del Nordest per spostarsi in Europa, Alitalia non la usano poi un granchè. Hanno, o forse si può dire, avevano Air Dolomiti.

L’Unione europea sta decidendo di aiutare le compagnie europee, ma solo quelle colpite dal blocco dei voli per Covid, non quelle che già erano in perdita prima. Cosa dirà quella cattiva di Bruxelles davanti all’aiuto di Stato del governo Conte? Apriranno una procedura di infrazione e pagheremo, con i nostri soldi, una multa?

Quello che però non si dice è che una compagnia come Air Dolomiti, fortemente in crescita, e sul serio penalizzata per la pandemia, il governo non se la fila per nulla. E’ una compagnia nata nel nordest e con progetti di espansione nel nordest. Ma nel decreto Rilancio c’è solo Alitalia. Air Dolomiti è come se fosse una compagnia nazionale veneta, ha base a Villafranca a Verona ma non è contemplata nel piano di sostegno. Eppure il nordest muove un traffico di affari, di Pil e di export che fanno paura. Ma Air Dolomiti non è Alitalia e non è a Roma. Copre i fabbisogni del Nordest. Ne capiscono qualcosa nel governo?

Ha un difetto, forse, e cioè è al 100% di Lufthansa, ma la sua natura giuridica è italiana. Abbiamo di fatto Alitalia, compagnia di Roma, che riceverà 3 miliardi. E abbiamo la settentrionale Air Dolomiti, che opera nella parte più vitale del paese, che non avrà il becco di un quattrino.

Tutte le compagnie anche le più virtuose oggi sono in ginocchio. Roma chi vuole aiutare?

Allo Stato italiano non interessa nulla di quanto sta accadendo in Veneto. Ma il Veneto sta zitto? Il governatore Zaia tace? Non dice nulla sulla compagnia aerea che ha fatto rifiorire l’aeroporto di Verona?

Austrian Airline ha base in Austria ed è pure lei come Air Dolomiti di proprietà di Lufthansa. Cosa ha fatto il governo di Vienna? Ha fatto come Roma con Air Dolomiti? Affatto. L’Austria interverrà, ci tengono ad avere una compagnia che serve il proprio territorio.

Forse che il Veneto da solo non è in grado di concorrere con l’Austria? Anzi… di più. E allora perché privarlo di una compagnia che ne muove l’economia?

Il governo austriaco interviene, mentre il governo del Veneto non dice una parola? Mentre quello italiano finanzia Alitalia. Non siamo all’assurdo?

Il Veneto se venisse meno Alitalia cosa avrebbe da perderci? E cosa invece senza Air Dolomiti? Il Veneto vive col centro e l’est Europa. Un vettore così importante non ha diritto di essere sostenuto?

Ma ciò che più atterrisce è il silenzio di chi amministra il Nord. Federalisti a parole. Autonomisti sulla carta. Nei fatti, si accodano a quel che dice Roma. Inutile chiedersi se per caso Salvini, oltre che convocare una manifestazione a Roma e farsi immortalare stentoreo davanti all’altare della patria, si interroghi sul futuro della patria che vive anche al Nord, che è pure casa sua. Prima gli italiani, o meglio, prima volano altri interessi di bandiera.

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