1° maggio, il Dl lavoro divide tutti

1 Maggio 2023
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 “Aspettiamo di conoscere i testi ufficiali. Anche una virgola rischia di cambiare la natura di una misura e di un provvedimento. L’incontro per noi è utile e importante perché determina un’inversione di tendenza rispetto al dialogo tra Governo e sindacato. Per noi le priorità riguardano il tema della delega fiscale, come cambiamo le pensioni, come acceleriamo attuazione Pnrr, come rilanciamo visione di politica industriale ed energetica, come portiamo lavoro nel territorio. Abbiamo segnalato l’urgenza di rafforzare stanziamenti su politica socio sanitaria, su scuola ed enti locali.“, le parole di Luigi Sbarra, segretario CISL, dopo l’incontro di Palazzo Chigi con il Governo.

 “Aumenta la precarietà” “Il decreto di lavoro del Governo secondo noi aumenta la precarietà”. Sono le prime parole del segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri dopo l’incontro con il Governo alla vigilia della riunione del Consiglio dei ministri dell’1 maggio.

Il decreto sul lavoro annunciato per oggi “è una provocazione insopportabile. Ruba il futuro alle prossime generazioni ed è una sentenza di condanna alla precarietà”. È duro l’attacco della segretaria del Partito democratico Elly Schlein al provvedimento del governo Meloni in discussione oggi in Cdm. “Con questo decreto i lavoratori saranno più ricattabili”, afferma la dem intervistata da La Stampa. “Si parla di aggiungere i voucher e liberalizzare i contratti a termine, è l’esatto contrario di ciò che serve”, argomenta Schlein, che spalleggia la proposta del segretario della Cisl Sbarra riguardo a nuove tasse sulle rendite. “Serve una redistribuzione”, perché “l’idea di abbassare le tasse a tutti – dice – nasconde la volontà di abbassarle ai ricchi, facendo mancare le risorse ei servizi ai poveri”.

La premier replica: ”Abbiamo voluto osare anche un altro segnale, per i giovani, attraverso un incentivo che vale fino al 60% della retribuzione riconosciuta al datore di lavoro che assume giovani che non sono occupati e non sono in un percorso di formazione, i cosiddetti neet. C’è una situazione di grande vulnerabilità delle imprese, ma in alcuni ambizioni c’è ancora una visione che divide il mondo tra privilegiati e sfruttati e che non considera che anche le imprese possono trovarsi in balia degli eventi”.

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