Usura & Pandemia, chi si gira dall’altra parte?

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di Fulvio Curioni – Cresce in modo esponenziale l’usura poichè l’illegalità resta sempre piu’ radicata da sud a nord, a causa della persistente assenza dello stato, di diritto sulla carta costituzionale, ma di fatto afflosciato ed imploso nella retorica di leggi osannanti alla lotta contro la corruzione e la mafia. Pesa quindi questa omertà legalizzata, mentre crescono anche gli appelli rivolti a questo governo dalle associazioni e dalle donne ed uomini di buona volontà, compagni di viaggio e di condivisione di chi l’usura la subisce senza se e senza ma.

L’appello arriva ancora una volta da parte della società civile ed è rivolto alle istituzioni poichè non facciano finta di nulla, non temporeggino, soprattutto in questo momento pandemico ove i ristori non bastano a placare le innumerevoli criticità economiche scaturite ad ogni livello e ceto ed accelerate da questo attuale stato di cose. Il grido resta quello di aiutare subito le vittime di usura, senza inutili leggi anacronistiche, imponendo alle banche di riscoprire il loro ruolo sociale di prestito del denaro, meglio monitorato dal passato, ma pur sempre prestito in grado di evitare inutili suicidi o morti innocenti.

Venerdi’ la Gdf di Bergamo ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre soggetti: un commercialista e due imprenditori, dediti alla usura di vicinato, un fenomeno da colletti bianchi in grado di controllare il territorio da parte delle mafie, il denaro prestato come elemento di estorsione e ricatto, uno modus operandi in voga nella attuale pandemia sociale, cioe’ un momento storico ed attuale legato ad accelerare le piaghe di natura finanziaria già ben note all’interno del nostro paese, senza che nessuna istituzione pubblica e politica ne prenda in mano la questione e la risolva velocemente.

Ci sono quindi tanti invisibili che entrano nel mondo del malaffare e pagano con la vita il costo di quel denaro. Ormai la legge antiusura, emanata nel 1996 resta slegata dalla reale ampiezza del fenomeno anche suffragato da un sistema bancario ormai privatizzato e quindi indifferente al suo ruolo sociale di erogatore di crediti finanziari, riducendosi invece ad un mero esecutore di azioni pignoratizie del credito vantato arrivando in alcuni casi ad espropriare beni immobili quali la casa di abitazione dei debitori, i quali diventano cattivi debitori e verso i quali si spezzano le ali della dignità e della libera imprenditoria.

Da sud a nord, dunque, sperando seguano da questo nuovo esecutivo e dalle forze politiche sia di maggioranza quanto di opposizione, rapidissimi interventi atti a sanare un disagio sociale ed una “omertà” di stato.

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