Tokyo 2020. Le Olimpiadi non si rinviano mai. Semmai sono Giochi Olimpici

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di Claudio Gallo – Tra gli effetti che la pandemia di Coronavirus ha comportato – effetti di certo non comparabili con la gravità della situazione socio-economica in cui ci troviamo e le migliaia di decessi che essa sta purtroppo causando – va oggi segnalato il rinvio al 2021 dei Giochi Olimpici e dei Giochi Paralimpici estivi, programmati a Tokyo fra luglio e agosto prossimi.

I sacrifici di anni di allenamento e le dure qualificazioni per poter partecipare alla più grande manifestazione sportiva mondiale, dunque, dovranno trovare buona pace in atleti, tecnici, federazioni e comitati olimpici e paralimpici, che avevano impegnato sforzi e budget per conquistare un posto nelle rassegne giapponesi. Se ne riparlerà fra un anno.

Come diramato anche in una nota a cura del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e resa pubblica sul sito istituzionale coni.it “ … nelle circostanze attuali e sulla base delle informazioni fornite oggi dall’OMS, il Presidente del CIO (T. Bach) e il Primo Ministro del Giappone (A. Shinzo) hanno concluso che i Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo dovranno essere riprogrammati a una data successiva al 2020, ma non oltre l’estate 2021, per salvaguardare la salute degli atleti, di tutti i partecipanti ai Giochi Olimpici e della comunità internazionale.

I leader hanno concordato sul fatto che i Giochi olimpici di Tokyo potessero rappresentare un faro di speranza per il mondo durante questi tempi difficili e che la fiamma olimpica potesse diventare la luce alla fine del tunnel in cui il mondo si trova attualmente … la fiamma olimpica rimarrà in Giappone. È stato inoltre concordato che i Giochi manterranno il nome di Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020.”.

Ora, in ogni materia trattata, come ad esempio pretendono virologi, epidemiologi e scienziati di varia estrazione e fama quando si parla di Covid-19, è necessaria almeno la conoscenza di base di alcuni termini, per non usarli a sproposito. Questo vale anche per il mondo sportivo. Nel baseball, nel softball, nel cricket, ad esempio, non posso dire “Chi tira?”, ma “Chi lancia?” oppure “Chi batte?”.

Un aspetto molto particolare sul quale, prendendo lo spunto dal rinvio delle manifestazioni di Tokyo, vorremmo porre l’attenzione dei nostri lettori è la ampia non conoscenza, da parte di molti giornalisti, opinionisti ed addetti ai lavori, dei termini “Olimpiadi” e “Giochi Olimpici”, troppo spesso utilizzati come sinonimi. Non è così. Cercheremo di spiegarlo nel modo più semplice.

Le “Olimpiadi”, corrispondenti al ciclo quadriennale olimpico, non possono essere “rinviate” o “sospese”. Le “Olimpiadi” ci sono sempre, a prescindere dalla situazione mondiale contingente. Olimpiadi che, al termine del quadriennio, si concludono con una “festa” che raduna gli atleti e le atlete più forti al mondo, una festa denominata “Giochi Olimpici” (Olympics).

Dimostrazione ne è l’annullamento delle edizioni del 1916, 1940 e 1944 – causa guerre mondiali – dei Giochi Olimpici estivi (idem per le due edizioni di quelli invernali del 1940 e 1944) e non delle “Olimpiadi”.

Tokyo 2020 doveva essere l’edizione dei Giochi Olimpici estivi della XXXII Olimpiade, lo sarà nel 2021. Ora, moltiplicando 32 per 4 otteniamo 128, che sono proprio gli anni da calcolare a ritroso dal 2020 per giungere al momento in cui è iniziata la prima Olimpiade, conclusa con i Giochi Olimpici estivi di Atene del 1896. La numerazione delle “Olimpiadi” va sempre avanti e nulla la può fermare.

Photo by Martin Baudoin

Perciò se oggi, domani, nei prossimi giorni o, ancora peggio, per Milano – Cortina 2026, sentirete ancora parlare di “Olimpiadi”, beh … rassegnatevi alla mancanza di conoscenza sull’argomento da parte di chi vi starà proponendo un suo pezzo o servizio. Perché quelli sono Giochi Olimpici. Le Olimpiadi non si rinviano e non si sospendono. Mai.

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