Stato e Vaticano. L’Italia è legittimamente laica, ma i laicisti sono pericolosi intolleranti?

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di Roberto Gremmo – Tutto il caravanserraglio che monopolizza l’informazione (la dis-informazione) ha esultato quando il presidente Draghi, rivolto con fare marziale al Vaticano, ha sparato in Parlamento poco più di un’ovvietà: l’Italia è uno stato laico. Ma non laicista, e dunque le opinioni sono lecite, specie se si tratta di giudizi di valore o d’opinione. Nello stato laicista, certe idee non sono ammesse.

Come dimenticare le famigerate leggi Siccardi che a metà Ottocento nel povero Piemonte sotto offensiva liberomuratoria privavano il clero dei suoi privilegi, abolivano alcune festività religiose e sottraevano ai preti vaste proprietà immobiliari?

Per aver difeso la libertà ecclesiastica, l’arcivescovo di Torino monsignor Franzoni finì prima in carcere a Fenestrelle e poi morì in esilio in Francia e San Giovanni Bosco fu anche oggetto di un attentato terroristico.

Il laicismo violento e sopraffattore è stato l’anticamera del nazionalismo, della supremazia borghese e militarista sul mondo popolare e creò le basi per le sanguinose guerre di conquista, oggi celebrare dai laicisti come “Risorgimento” ma in realtà bagni di sangue per i poveri “bogianen” che non amavano i conflitti, ma volevano soltanto vivere in santa pace.

Al giorno d’oggi, benemerite organizzazioni per i diritti civili, come Amnesty International, difendono (giustamente) le sacrosante libertà di espressione in tutti i Paesi dove gli Stati totalitari le mettono in discussione.

Nessuno di questi gruppi laici e democratici ha detto niente quando non l’ultimo dei preti di campagna ma lo Stato del Vaticano (per via diplomatica) ha messo in guardia sul rischio che in Italia si scateni una folle caccia alle streghe per chi esprime opinioni politicamente scorrette. L’Italia è legittimamente laica, ma i laicisti sono pericolosi intolleranti?

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