Social media e dipendenza. Lo scrolling infinito

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Immagina se potessimo portare una persona dagli anni ’50 a fare un giro in metropolitana. 

La loro reazione sarebbe nientemeno che spaventata. Orde di gente che non stacca gli occhi da quelle che sembrano piccolissime tv, con volti annoiati o qualche sorriso qua e là.

In meglio o in peggio, i social media hanno cambiato la nostra vita. Siamo passati dalla posta ordinaria alla possibilità di parlare con chiunque, ovunque, e in qualsiasi momento.

I benefici superano gli aspetti negativi?

Per scoprirlo, abbiamo intervistato più di 1.000 persone per capire come sono influenzati dai social media, se il loro utilizzo abbia abbassato la soglia dell’attenzione, se li rende invidiosi delle vite altrui e molto altro.

Risultati chiave

  • Il 31% degli intervistati rinuncerebbe ai social media solo per un anno se ricevesse tra i 5.001€ +10.000€ circa.
  • Il 54% dei lavoratori lavora presso l’azienda scoperta mentre controllava LinkedIn a lavoro.
  • Per l’84% degli utenti, i social media creano dipendenza.
  • Il 70% delle persone crede che i social media abbiano ridotto la loro soglia di attenzione.
  • Il 78% crede che i social network li abbiamo resi invidiosi delle vite altrui.
  • Il 94% dei lavoratori crede che usare i social media a lavoro li aiuti a ricaricarsi, li faccia sentire più produttivi. 
  • L’83% dei lavoratori trova che i social media siano utili per creare reti e scoprire nuove opportunità lavorative.
  • Il 37% dei lavoratori ha passato più ore sui social media da quando lavora in smart working.

I social media nel 2022

Per cominciare, volevamo capire cosa pensassero le persone dei social media.

Quali sono stati i risultati?

Nonostante ci siano tanti benefici, alcuni di noi hanno cominciato a chiedersi cosa comporta il loro utilizzo.

Questo è nato soprattutto dopo che Netflix ha lanciato “The Social Dilemma”, un documentario che cerca di indagare quelli che sono i problemi nascosti del consumo dei media, suscitando un certo malessere generale.

Ecco qual è l’atteggiamento generale nei confronti dei social media:

  • Positivo: 49%
  • Molto positivo: 31%
  • Indifferente: 15%
  • Negativo: 3%
  • Molto negativo: 2%

Da come si nota, la maggior parte degli utenti (80%) ha ancora un atteggiamento positivo nei confronti dei social media. A seguire, abbiamo chiesto loro quali fossero i siti o le app che più utilizzano.

Ecco una lista dei 7 social media più usati:

  • Instagram: 70%
  • WhatsApp: 67%
  • YouTube: 66%
  • Facebook: 65%
  • Twitter: 52%
  • Snapchat: 33%
  • TikTok: 31%

Quindi, Instagram si aggiudica la prima posizione tra i social network più utilizzati, essendo usato dal 70% degli intervistati. Seguito da WhatsApp (67%) e YouTube (66%).

In seguito, volevamo chiedere il punto di vista degli intervistati a proposito dell’uso che ne fanno, che è in media di 2 ore e 3 minuti, secondo Statista. Trascorrono troppo, troppo poco o il giusto tempo sui social?

  • Il giusto: 39%
  • Troppo: 34%
  • Troppo poco: 27%

Social media: solo pro?

A questo punto volevamo scoprire i benefici dei social media.

Sebbene spesso siano visti come il luogo in cui avviene una competizione spietata per ottenere il numero maggiore di like o mostrare il proprio stile di vita, i social media hanno portato anche qualcosa di buono.

Quindi, abbiamo chiesto agli intervistati, “A cosa ti aiutano maggiormente i social media?”

Ecco i risultati:

  • Stare più in contatto con famiglia e amici: 40%
  • Diffondere notizie su eventi importanti: 39%
  • Avere modo di mandare messaggi a più persone per volta: 37%
  • Costruire relazioni: 36%
  • Informarsi e imparare: 34%
  • Trovare uno spazio dove dar sfogo alla propria libertà di espressione e creatività: 30%

In più, quando abbiamo chiesto agli intervistati se i social media li avessero mai aiutati a risollevare il morale, il 68% ha risposto positivamente.

Questo ha senso soprattutto se si pensa che stiamo vivendo un periodo difficile, caratterizzato dall’inflazione alta e da quello che ne consegue, dalla guerra in Ucraina, o da tutto quello che ha a che fare con il COVID-19.

“Il brutto e il cattivo” dei social media 

Dopo aver esplorato “il buono”, è tempo di esaminare “il brutto e il cattivo” dei social media.

Per cominciare, abbiamo voluto capire se le persone trovassero i social media strumenti che creano dipendenza. Per l’84% la risposta è stata affermativa.

Questo forse perché i social media sono noti perché attraverso dei trucchetti riescono a mettere in moto degli effetti psicologici a loro favore, facendo sì che gli utenti restino online il maggior tempo possibile, secondo Natasha Schüll, la scrittrice di Addiction by Design.

Non finisce qui.

Un altro 70% degli intervistati crede che i social media abbiano ridotto la loro soglia di attenzione.

Anche studi esterni lo hanno dimostrato. Microsoft ha scoperto che dal 2000, la soglia di attenzione dell’utente medio è passata da 12 a 8 secondi. Questo significa che ora abbiamo una soglia di attenzione più bassa di quella di un pesciolino rosso, che può concentrarsi su un oggetto o su un compito per nove secondi.

Ahia.

Per continuare, abbiamo chiesto agli intervistati, “Sei d’accordo o no con la seguente affermazione? I social media mi rendono invidioso delle vite altrui”

Ecco i risultati:

  • D’accordo: 50%
  • Indifferente: 20%
  • Estremamente d’accordo: 18%
  • In disaccordo: 8%
  • Estremamente in disaccordo: 4%

Alla fine abbiamo chiesto agli intervistati quanti soldi sarebbero disposti ad accettare per rinunciare ai social media per SOLO un anno.

A seguire i risultati:

  • 501€ – 1.000€: 22%
  • 5.001€ – 10.000€: 18%
  • 1.001€ – 3.000€: 17%
  • 3.001€ – 5.000€: 16%
  • 0 – 500€: 14%
  • 10.001€ o più: 13% 

Se la maggior parte ha votato per “501€ – 1.000€”, il 31% rinuncerebbe per un anno se ricevesse tra i 5.001€ o +10.000€.

Questi risultati dimostrano quanto i social media possano creare dipendenza.

I social media uccidono la produttività al lavoro?

Fin qui tutto bene.

Ora che abbiamo scoperto il buono, il brutto e il cattivo dei social media, ci concentriamo su come influenzano l’ambito lavorativo (affari e lavoratori).

Chiedendo ai lavoratori se usano social media a lavoro, l’86% ha risposto positivamente.

Questo è quanto tempo in media trascorrono sui social media ogni giorno:

  • Fino a 30 minuti: 43%
  • 31–59 minuti: 39%
  • 60–120 minuti: 16%
  • 121–180 minuti: 2%

Quindi, dell’86% dei lavoratori che utilizza i social media, il 43% passa fino a 30 minuti sulle piattaforme più comuni, e il 39% dai 31 ai 59 minuti in media.

Successivamente, abbiamo chiesto agli intervistati che lavorano da remoto se avessero cominciato a passare più tempo sui social media da quando lavorano da casa.

Ecco i risultati:

  • Lo stesso: 38%
  • Più: 37%
  • Meno: 22%

A questo punto starai pensando che i social media sono un attentato alla produttività dei lavoratori, ma non è proprio così. Il nostro studio ha scoperto che il 94% dei lavoratori crede che usare i social media a lavoro lo aiuti a ricaricarsi e a sentirsi più produttivi.

Dopotutto, è impossibile rimanere concentrati a lavoro per più di 8 ore. Abbiamo tutti bisogno di un po’ di tempo per riposare la mente, e i *memes di gattini” potrebbero fare al caso nostro.

C’è però un “ma”.

I social media non sono solo Facebook o Instagram, ma anche LinkedIn. Questo significa che i lavoratori possono mettersi in contatto con potenziali aziende, ottenere responso positivo e lasciare il vecchio posto di lavoro.

In seguito, quando abbiamo chiesto agli intervistati se pensassero che i social media li aiutino a creare network e a trovare nuove opportunità lavorative, l’83% ha risposto “Sì.” Un altro 54% ha affermato di essersi imbattuto per caso nell’azienda per cui lavora, proprio scoperta su LinkedIn mentre lavorava altrove.

Datori di lavoro, prendete nota!

Fai tesoro di tutto quello che ti abbiamo detto!

Per molti di noi, i social media hanno pro e contro.

Se ha molti benefici visibili, come essere più facilmente connessi alla propria famiglia o riuscire a informarsi meglio e di più, i social media possono anche avere degli effetti collaterali.

In definitiva, i social media hanno più pro che contro, a patto che vengano usati in modo intelligente.

Metodologia

Nel mese di Luglio 2022, abbiamo intervistato 1.029 persone che usano social media tramite uno strumento di sondaggio personalizzato online.

Il 60,4% degli intervistati era di sesso maschile e il 39,6% era di sesso femminile. Il 12,7% degli intervistati aveva 25 anni o meno, il 53,9% ha 26-38 anni, il 26,2% 39-54, e il 7,1% 55 anni o più.

L’indagine ha un grado di affidabilità del 95% e un margine di errore del 3%. Dato il diverso campione di sesso ed età, i risultati dell’indagine hanno potuto coprire l’intera popolazione.

Questo studio contava diverse fasi di ricerca, crowdsourcing, e sondaggi. Tutte le risposte date sono state oggetto di controllo di qualità a cura di data scientists. Il sondaggio presentava un quesito mirato alla verifica dell’attenzione.

Fonte https://passport-photo.online/it-it/blog/scrollare-social-media-dopamina-studio/

Fonti

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