Allarme scuole “avvelenate” per inquinamento. Serve mascherina obbligatoria anche dopo il coronavirus?

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di Stefania Piazzo – Non è che proponendo il distanziamento sociale, la ripresa dell’anno scolastico sia senza problemi. A dire il vero i problemi, non certi virali, ci sono. Ma non si fa nulla fino ad oggi per risolverli, eppure tratta di edifici scolastici troppo vicini a fonti inquinanti. Vai a scuola e ti ammali? Diciamo che un contesto inquinato agevola e apre la strada a patologie di tutto rispetto.

E allora vediamo quali sono i numeri dell’emergenza. La Fondazione Openpolis ha radiografato il presente, mentre tutti sono solo concentrati sul futuro ritorno sui banchi. Banchi sani?

Vediamo. Va di moda citare l’Organizzazione mondiale della sanità sulle linee guida per il Covid 19. Ma l’Oms esiste anche per i diritti dell’infanzia.

E secondo l’Oms, i bambini sono più sensibili alle conseguenze negative dell’inquinamento sulla salute. “Un fattore in grado di influenzare negativamente lo sviluppo fisico e mentale dei minori, in termini di capacità sia motorie che cognitive”, ricorda lo studio di Openpolis.

“L’esposizione ad aria inquinata, sia prima che dopo la nascita, può avere effetti negativi sullo sviluppo neurologico (…) e influenzare l’emergere di disturbi comportamentali”. Sta scritto qui: Air pollution and child health: prescribing clean air – Oms, 2018.

In altre parole, tutti i minori hanno il diritto di crescere in un ambiente sano. Ci sono le condizioni? O si torna a scuola e basta, purché distanziati? Anche perché le ore trascorse a scuola non sono poche.

E anche qui l’Italia si divide. “Dei 40.151 edifici scolastici in Italia, sono 1.101 quelli vicini a fonti di inquinamento atmosferico, pari al 2,7% del totale”.

Nelle regioni del centro-nord, più scuole vicine a fonti di inquinamento
Percentuale di edifici scolastici vicini a fonti di inquinamento, per regione (2017)

DA SAPERE
I dati considerano gli edifici scolastici vicini a fonti di inquinamento atmosferico. Non sono disponibili dati per il Trentino Alto Adige.

FONTE: elaborazione openpolis – Con i bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)

In testa vediamo Lazio, Emilia-Romagna e Lombardia, è in queste regioni che i bambini sono più a rischio perché i loro edifici sono vicini a fonti di inquinamento atmosferico.

Lo studio rileva che “Al di sopra della media del 2,7% solo territori del centro-nord, ad eccezione della Puglia che ha la percentuale più alta nel mezzogiorno (3,3%). Le altre regioni del sud presentano dati inferiori, in particolare Calabria e Molise, quest’ultima a quota 0”. Beati loro.

In altre parole, sono 7 le regioni italiane con oltre il 3% delle scuole vicine a fonti di inquinamento. Che si fa per risolvere il problema? Lo si ignora?

Poi si entra più nel dettaglio.

FONTE: elaborazione openpolis – Con i bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)

Da notare l’incidenza nel Lazio, dovuta a Roma, città metropolitana.

Milano non è da meno. E la differenza la fa l’essere più prossimi alle aree urbanizzate. E qui il dato se diventa comunale è preoccupante: più del 6% delle scuole è vicino a fonti inquinanti. Ecco il grafico.


Percentuale di edifici scolastici vicini a fonti di inquinamento, nei comuni divisi per grado di urbanizzazione (2017)

DA SAPERE
I dati considerano gli edifici scolastici vicini a fonti di inquinamento atmosferico. Istat classifica i comuni tra territori ad elevata urbanizzazione (le grandi città e le aree più urbanizzate), media urbanizzazione (i centri medi e le aree suburbane), bassa urbanizzazione (le aree rurali).

FONTE: elaborazione openpolis – Con i bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)

Più della metà dei comuni in provincia di Milano sono altamente urbanizzati. Quindi le scuole milanesi sono le più “avvelenate” del Nord. La città metropolitana milanese è tra le prime tre province con la maggior percentuale di edifici scolastici vicini a fonti inquinanti.

Qui il dato diventa emergenza: “Nel comune di Milano il 24% delle scuole è vicino a fonti inquinanti”, riporta il dossier.


Percentuale di edifici scolastici vicini a fonti di inquinamento, nei comuni della città metropolitana di Milano (2017)

FONTE: elaborazione openpolis – Con i bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 29 Settembre 2018)

Sono 20 su 135 i comuni della città metropolitana di Milano con scuole vicine a fonti di inquinamento.

“Pochi territori quindi, ma che in molti casi registrano percentuali ampiamente superiori alla media provinciale (11%). Oltre al capoluogo (24%), alcuni tra i comuni più popolosi della provincia, come Sesto San Giovanni (22%), Rho (17%), Cinisello Balsamo (3%) e Legnano (4%), tutti ad elevata urbanizzazione. Dei 20 territori che registrano tale fenomeno, solo 2 sono a media urbanizzazione: Legnano (4%) e Dairago, dove entrambi gli edifici scolastici sono vicini a fonti inquinanti (100%)”.

Letto bene? E allora, quale alternativa propone il ministero della pubblica istruzione? Passata la pandemia, resta l’emergenza quotidiana dove altrettanto quotidiana servirebbe la mascherina. Tutti i giorni. Capito?

Nota di Openpolis-I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati è il Miur.

Photo by Anita Jankovic

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