Scuola precaria con i banchi a rotelle ma senza cervelli. Il Nord non ha più professori

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di Stefania Piazzo – Il sito Tuttoscuola, in un pungente editoriale, fotografa il quadro reale, non certo quello della narrazione politica, al tempo del Covid. Ma non solo del Covid, perché ritorna sul tema irrisolto della coperta sempre corta dei docenti, per passare poi a chi arriva, fa domanda di trasferimento e lascia, in particolar modo il Nord, privo di insegnanti nel momento del bisogno.

Avremo anche banchi nuovi a rotelle, ma che manca sono i cervelli, le cattedre, ovvero i docenti. Ecco quanto leggiamo: “L’emergenza sanitaria ferma i concorsi per l’assunzione di quasi 75 mila docenti (se tutto andrà bene a settembre, attraverso il concorso straordinario della secondaria, entreranno in ruolo 8-10 mila professori), ma non ferma i pensionamenti”.

Con quale effetto?

“È del tutto improbabile che i concorsi ordinari di infanzia, primaria e secondaria si svolgano in tempo utile per nominare i primi vincitori al prossimo settembre, mentre nel frattempo aumenta il numero di posti vacanti da coprire”.

Poi più si avanti nella lettura più sale lo sconcerto per non dire altro.

“Le domande di pensionamento presentate da docenti dei vari ordini scuola per lasciare il servizio dal prossimo anno scolastico sono state all’incirca 27.600 (soprattutto nelle scuole dell’Italia settentrionale), ma in buona parte non potranno essere coperte da docenti di nuova immissione in ruolo a causa dell’esaurimento di molte graduatorie per varie classi di concorso e per l’inadeguata disponibilità di graduatorie di merito di precedenti concorsi”.

A parte la programmazione per i banchi a rotelle, come sta organizzano il ministero la gestione della futura fossa didattica delle marianne?

Farà come nella precedente tornata di gioco a premi? Tuttoscuola infatti ricorda che 2Nel settembre scorso, nonostante l’autorizzazione del MEF a ricoprire 84mila posti, nonostante la call veloce per cambiare l’iscrizione in GAE per una provincia diversa con posti vacanti, nonostante insomma questa complessiva situazione oltremodo favorevole, sono rimasti vacanti migliaia di posti che nemmeno gli iscritti in GAE sono riusciti a coprire per esaurimento di graduatorie”. E infatti ne abbiamo triste memoria.

A questi punto che succede? Vengono garantiti solo 18.254 posti, e si traccheggia con 66.654 supplenze annuali. Poi si aggiungono quelle per circa 70 mila posti di sostegno in deroga, più altre migliaia di ruoli ma, attenti bene, “soprattutto per spezzoni di cattedra”. Tappabuchi ovunque, se la traduzione è lecita.

Chi pagherà di più il caos? Il Nord, leggi anche Lombardia, perché se il precariato è il 25% del corpo insegnante, il prossimo anno sarà peggio perché, non lo scriviamo noi, che magari siamo un po’ di parte, Tuttoscuola avverte che il peggio sarà “in particolare nelle scuole settentrionali dove ai numerosi posti e cattedre già vacanti e non coperti nel settembre scorso, andranno ad aggiungersi i vuoti per nuovi pensionamenti (più di 4.700 nella sola Lombardia)”.

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