Scuola, il disastro è solo colpa davvero dell’Azzolina?

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di Giuseppe Reguzzoni – Che la scuola italiana sia nel caos non è una novità. Che il caos sia in crescita esponenziale neppure. Lo spettacolo della gestione ministeriale dell’emergenza Covid è stato ed è devastante. Proprio per questo la tendenza diffusa nella stampa di opposizione a fare della ministra Azzolina l’unico capro espiatorio è una soluzione comoda e immediata, a facile portata di mano.

Il soggetto è palesemente debole o, per dirla con un eufemismo, non è una cima. Ma, a uno sguardo onesto, tutto quello di cui è accusata dovrebbe, in realtà, essere rovesciato sull’apparato che la circonda e su cui ella non è intervenuta (questo è, semmai, il suo torto). La scuola italiana, nella pratica, da tempo è di fatto guidata dalla burocrazia ministeriale, direttori e capi di dipartimento, collocati a Trastevere dai ministri che vi si sono succeduti, a partire dalla signora Gelmini, con la sua non «riforma» del 2010 (sostanzialmente tagli dettati da Tremonti), per arrivare alla triade Fedeli (sindacalista CGIL con pochi titoli accademici), Bussetti (la Lega al vertice della Pubblica Istruzione), Fioramonti (ha almeno avuto la rara onestà di dimettersi).

Il confronto tra questi nomi e quelli di alcuni loro illustri predecessori (De Sanctis, Gentile, Berlinguer, De Mauro) è quanto meno ingeneroso: personcine di partito di fronte a pensatori e politici con una visione. Che, poi, si badi bene quest’ultima sia ben diversa da quella di chi scrive, è un altro problema: siamo, in ogni caso, di fronte a personalità di grande statura, capaci di pensare, sostenuti da una cultura profonda.

I ministri vanno e vengono, i burocrati rimangono. Se, poi, i ministri sono un po’ “deboli”, i burocrati rimangono e comandano. Onestà vorrebbe che ci si interrogasse su di loro, su chi siano, su quale sia stato il loro percorso, su come siano entrati nel ministero, su quali indicibili scambi culturali si sia basata la loro nomina, su chi siano coloro a cui davvero rendono conto.

Potremmo scoprire che i veri nemici la prof.ssa Azzolina li ha nei propri uffici, pronti a godere delle sue immancabili e forse suggerite gaffes. Così va il mondo dei ministeri, che, infatti, per chi si dice autonomista, federalista o, ancor di più indipendentista, sono il vero nemico. A sistema vigente, l’unica vera e possibile riforma è l’autonomia scolastica piena e totale, con drastico taglio del ministero e conseguente applicazione del titolo V della Costituzione.

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