Scuola a pezzi. E chi raccoglie i dati Invalsi è pure precario

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“Oggi viene presentato nell’Aula Magna del Rettorato de La Sapienza il Rapporto sulle Rilevazioni nazionali degli apprendimenti Invalsi 2022. Si tratta di dati e risultati di utilita’ e rilevanza per tutte le componenti del sistema educativo e per la comunita’ scientifica.Questi dati, cosi’ come i risultati delle altre molteplici attivita’ di ricerca dell’Ente, sono il frutto del lavoro del personale dell’Istituto. Un personale composto per circa un quarto da dipendenti a tempo determinato”. A ricordarlo sono i sindacati Flc Cgil, Fir Cisl, Uil Scuola Rua.

“I precari dell’Invalsi continuano ad assicurare con competenza, responsabilita’ e passione un contributo fondamentale a tutte le attivita’ scientifiche, tecnologiche, amministrative, per le finalita’ istituzionali e per gli specifici progetti nazionali e internazionali dell’Ente. Se l’Istituto produce strumenti e dati di interesse pubblico e rilevanza scientifica sul sistema educativo per il Paese, lo deve anche al loro lavoro quotidiano. Dal 9 giugno il personale dell’Invalsi e’ in stato di agitazione per il superamento del precariato, il rinnovo di tutti i contratti in scadenza e per il benessere organizzativo. In questi giorni la Dirigenza, a fronte del bacino di personale precario presente nell’Ente, ha deciso di destinare nuove risorse per assumere altre figure attraverso concorsi pubblici, prevedendo procedure di stabilizzazione per sole cinque unita’, mettendo cosi’ a rischio la permanenza in Istituto di lavoratori gia’ piu’ volte selezionati, che da anni prestano servizio. Le lavoratrici e i lavoratori dell’Invalsi esprimono preoccupazione per il proprio futuro e chiedono nuove risorse per stabilizzare tutti gli aventi diritto e prorogare contratti in scadenza nei prossimi mesi, al fine di rendere l’Ente piu’ forte e stabile, riconoscendo e valorizzando le professionalita’ acquisite in questi anni”, concludono i sindacati. 

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