RICORDATE MITROKHIN? 100 ANNI FA NASCEVA LA SPIA RUSSA CHE SVELO’ LA RETE DEL KGB IN OCCIDENTE

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Il 24 marzo 1992 il pensionato russo Vasilij Mitrokhin, ex archivista del Kgb formalmente smantellato, si presentò all’ambasciata britannica di uno stato baltico. Le migliaia di documenti che portava con sé, ricopiati per anni e tenuti al sicuro, conservati in sette casse sigillate, furono riscontrati come autentici dal controspionaggio inglese. Il governo di Sua Maestà affiancò a Mitrokhin nel 1996 lo storico Christopher Andrew. Insieme, a partire da questo materiale, ricostruirono così, dall’interno, la storia sconvolgente del Kgb, dagli anni Trenta delle purghe staliniste alle “spie di Cambridge”, dalle trame della Guerra fredda alla repressione del dissenso, dalle infiltrazioni tra i politici dei governi occidentali ai ricatti e alle ingerenze nella vita dei partiti comunisti e alle Brigate rosse. Dal loro lavoro nacque il libro “The Sword and the Shield: The Mitrokhin Archive and the Secret History of the Kgb”, pubblicato nel 1999 in Gran Bretagna da Basic Books e tradotto in oltre venti lingue (in italiano con il titolo “L’Archivio Mitrokhin. Le attività segrete del Kgb in Occidente” da Rizzoli). Non fu solo un bestseller mondiale. La diffusione dell’elenco delle presunte spie e dei fiancheggiatori dell’Unione Sovietica provocò uno scossone politico in molti paesi europei, a partire dall’Italia, che per far luce sulla vicenda istituì nel 2002 la Commissione parlamentare d’inchiesta concernente il “dossier Mitrokhin” e l’attività d’intelligence italiana, presieduta da Paolo Guzzanti, senatore di Forza Italia. L’oscuro archivista del Kgb, che aveva trafugato i dossier dei servizi segreti sovietici nei paesi occidentali, compresa l’Italia, era nato esattamente cento anni fa nel villaggio russo di Yurasovo, il 3 marzo 1922. Vasilij Mitrokhin è morto il 23 gennaio 2004 a seguito delle complicazioni di una polmonite a Londra. 

Mitrokhin lavorò dal 1948 al 1984 (anno in cui andò in pensione) presso il primo direttorato generale del Kgb in qualità di archivista e di aver clandestinamente: durante quel lungo periodo scrisse una serie di volumi dettagliati sulle attività del medesimo Kgb all’estero. All’inizio della primavera del 1992 Miitrokhin prese contatto con lo staff dell’ambasciata britannica di una Repubblica baltica: iniziò così la collaborazione dell’aspirante transfuga con le autorità britanniche, che successivamente, nell’ottobre-novembre 1992, fecero espatriare l’ex spia e la sua famiglia nel Regno Unito. Nel frattempo, il 9 aprile 1992, Mitrokhin aveva consegnato 10 buste contenenti oltre 2.000 cartelle di informazioni raccolte dagli archivi del Kgb, in gran parte relative ad attività di spionaggio negli Stati Uniti. A quel punto Mitrokhin fissò le condizioni per una collaborazione: non chiese denaro ma prefigurò la necessità della pubblicazione delle notizie di cui era depositario, affermando che “il suo principale obiettivo” consisteva nell'”infliggere il maggior danno possibile al vecchio Kgb e alla nomenklatura del partito comunista”. Una volta che Mitrokhin fu al sicuro nella sua patria elettiva, nella seconda metà del 1992 furono recuperate le carte da lui lasciate nella residenza moscovita, sotto il pavimento della dacia, nascoste in scatole di latte. Da allora i servizi segreti britannici iniziarono a ‘lavorare’ i documenti sovietici, informando i paesi alleati. 

 Il 30 marzo 1995 il Sismi, servizio segreto militare italiano, riceveva dal rappresentante dell’MI6 a Roma i primi 30 report riguardanti l’Italia con allegata una lettera di accompagnamento redatta dal servizio britannico. L’MI6 comunicava che sui report era stata apposta un’altissima classifica di segretezza, top secret; avvertiva che una importanza essenziale era data dalla protezione della vita della fonte; chiedeva al Sismi di restringere la conoscenza di tale materiale esclusivamente a personale selezionatissimo e indottrinato; imponeva il divieto di intraprendere qualsiasi attività operativa, di indagine in atti, o anche di consultazione di banche dati esterne che potesse richiedere una spiegazione o lasciare traccia. Le informazioni contenute nei 261 report (il cosiddetto Dossier Impedian) che perverranno al Sismi dal 30 marzo 1995 al 18 maggio 1999, corrispondono a un arco temporale che va dal 191 7 al 1984. Le schede compilate da Mitrokhin furono tradotte in lingua italiana dal personale del Sismi. Dopo essere stato inviato dal Sismi alla procura della Repubblica di Roma, per decisione parlamentare il Dossier Mitrokhin fu acquisito dalla Commissione parlamentare sulle stragi e il terrorismo, che ne dispose la pubblicazione l’11 ottobre 1999. Gli argomenti principali trattati nelle schede sono: 1) Le stazioni radio e i depositi clandestini di armi; 2) I collaboratori italiani e i loro compiti; 3) I finanziamenti illegali al Pci, al Psiup e al Partito Comunista di San Marino; 4) Gli attriti tra Pci e Pcus.

Nel 2002 fu istituita la Commissione parlamentare di inchiesta per verificare le affermazioni contenute nel dossier, specialmente quelle riguardanti l’attività spionistica svolta dal Kgb sul territorio nazionale e le eventuali implicazioni e responsabilità di natura politica o amministrativa. La Commissione presieduta da Guzzanti approvò la relazione di maggioranza nel dicembre del 2004.

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