Riaprono le scuole. Ma il liceo musicale no. Studiare i suoni è di serie B, come da sempre in Italia

Lettura 3 min

L’amica giornalista e nostra collaboratrice, Laura Aresi (Pantaleo Lucchetti) ha denunciato dalla propria pagina facebook, un paradosso tutto varesino. Perché se riaprono le scuole non può farlo anche il liceo musicale? La storia della musica è pericolosa? Suonare è a rischio contagio? Forse che il distanziamento non c’è nei licei musicali?

Cara Laura, la verità un’altra. E non tirino in ballo il rischio di droplet dei fiati. La musica in questo paese è una scienza di serie B. Suonare è un hobby. La cultura musicale, nelle scuole italiane, è da sempre marginale e marginalizzata. Arriva fino al flauto della terza media con le solite arie trite e ritrite da imparare a memoria. La scuola italiana sforna analfabeti musicali, ignoranti di prima categoria. Tanto, a che serve capirne? Distinguere? Scegliere, comprendere la musica? O è roba da ricchi oppure da “portati” per la musica. Questo è. Quindi, Laura, anziché avere licei musicali ovunque e tanta musica a scuola, in ogni ordine e grado, si preferisce eliminarla. E’ cultura immateriale.

Persino la mia storia personale mi ha fatto abbandonare l’idea di insegnare musica alle scuole medie. L’idea di buttare dalla finestra complessi esami di notazione neumatica, mensurale, vocale, strumentale, per esercitarmi nell’arduo compito di spiegare in tre anni la scala musicale, in un’ora di lezione a settimana, ho preferito coltivare un’altra passione, E della musica farne un mio personale strumento di comprensione delle cose. E’ una lingua che apre la mente e conoscerla è avere un senso della storia e della letteratura che danno un vantaggio culturale nella vita. Quindi perché stupirsi se la politica dopo più 150 anni di storia dall’unità ad oggi non ha ancora elevato e riconosciuto all’arte musicale il ruolo che le spetta? Amen (stefania piazzo)

di Laura Pantaleo Lucchetti – Non credo di essere l’unica madre di musicisti a Belforte. Bene, sappiate che il sindaco Galimberti non riaprirà il Liceo Musicale Riccardo Malipiero mentre i sindaci di Induno e Arcisate lo faranno già da domani, liberando le famiglie e gli insegnanti dalla odiosa Didattica a Distanza che già è deprimente e incompleta di suo (mai come nella musica si ha bisogno della fisicità del maestro) e potete immaginarvi quando poi si hanno più figli in contemporanea a suonare cosa possa significare: il delirio. Il sindaco con le deleghe alla cultura ben strette nel taschino sarebbe ora che invece che pensare a passare le sue domeniche nei cantieri stradali per fare propaganda, magari pensasse anche a frequentare e soprattutto comprendere le ragioni dei cantieri della cultura, mai soffocata in modo simile a Varese, come del resto la scuola, prima d’ora. Nemmeno in tempo di guerra.

Photo by ΔΞ§§IΞ ΔUDIO 

Servizio Precedente

Pino d'Isola, un crooner calabro-milanese

Prossimo Servizio

Patrimoniale spacca la maggioranza e anche il Pd

Ultime notizie su Cultura