Petizione per non chiudere i teatri: “Sono luoghi sicuri”. A rischio 500mila lavoratori

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Una petizione che punta ad arrivare a 50mila firme vuole chiedere al governo di rivedere il lockdown totale dello spettacolo. Il settore dello spettacolo è stato duramente colpito dall’emergenza Coronavirus. 500 mila lavoratori e lavoratrici che stanno soffrendo a causa di divieti. La petizione ricorda che non ci sono contatti con altri spettatori, non si deve parlarenon ci si deve muovere, di norma c’è un solo evento al giorno che facilita la sanificazione. E’ molto più rischioso un normale mezzo di trasporto. Per questo si chiede di innalzare i limiti di capienza dei teatri al 70%.

Qui il link per la sottoscrizione.

Il Teatro è un luogo sicuro. Chiediamo revisione dei limiti

Il settore dello spettacolo, duramente colpito dall’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19, si trova oggi a vivere una gravissima crisi che rischia di mettere in ginocchio l’intero settore produttivo e distributivo, con ricadute pesanti che potrebbero protrarsi ben oltre la crisi sanitaria.
Con oltre 500 mila lavoratori e lavoratrici, oggi il mondo dello spettacolo è uno di quelli che soffre maggiormente questa crisi a causa di norme frettolose, divieti indifferenziati che non tengono conto delle specificità del settore, della diversa ampiezza degli spazi e delle modalità di fruizione degli spettacoli dal vivo. 

Nei giorni scorsi ho pubblicato sul mio profilo social un post indirizzato al Presidente Giuseppe Conte, al MiBACT e ai Ministri Franceschini e Speranza, per condividere la mia recente esperienza diretta come spettatore e come utente del servizio del trasporto pubblico di Roma, trovando che vi sia un eccessivo accanimento nei confronti dell’attività teatrale e invitando ad una revisione dei limiti imposti alla stessa in ragione delle particolarità uniche dell’evento teatrale. Il post è stato attualmente condiviso da oltre 1200 persone che sposano la causa e credono che vi sia qualcosa da rivedere.


Perché il Teatro è diverso da altre attività al chiuso? 

Uno dei maggiori punti da analizzare è la valutazione di un indice di rischio oggettivo dell’evento teatrale. Non risultato, ad oggi, notizie di focolai esplosi partendo dalle platee teatrali e come riportato nella mia esperienza, il teatro è un luogo che si presta a pochi contatti diretti in quanto la sua fruizione avviene immobili:

Crediamo dunque che qualora vengano rispettati questi accorgimenti e si limitino le possibilità di contatto, la semplice vicinanza in sala non possa costituire da sola attività ad alto rischio, essendo la fruizione immobile, temporanea e priva di contatto. 

Abbiamo bisogno di interventi mirati, di autentiche soluzioni e per soluzioni intendiamo sedersi ad un tavolo con le parti, capire specificità e criticità di ogni attività e dare delle regole specifiche che permettano il regolare svolgimento in sicurezza, per limitare non solo i danni sanitari, ma anche quelli economici.

Siamo coscienti dell’enorme sforzo che le autorità stanno portando avanti per affrontare questa emergenza, ma al tempo stesso conosciamo il nostro lavoro. Al mondo politico chiediamo coraggio e scelte non unilaterali.

Photo by Alev Takil 

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