Perché la politica continua a mischiare istruzione e baby sitteraggio?

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di Sergio Bianchini – Istruzione e gestione dei minori: una confusione paralizzante. “Io riaprirei il prima possibile gli asili nido, scuole materne ed elementari. Spero già dopo Pasqua, questo è un auspicio. I ragazzi delle medie e dei licei più o meno si autogestiscono, i bimbi invece no”-

La frase di Salvini apparentemente benevola e responsabile esprime perfettamente la grande fusione e relativa confusione che da 40 anni unisce impropriamente istruzione e intrattenimento dei giovani.

Una cosa è l’istruzione che dovrebbe avvenire seguendo le sue reali necessità di natura didattica e pedagogica, altra cosa invece è l’intrattenimento dei minori fatto per sostenere le famiglie.

Aver mescolato le due cose ha dilatato in maniera abnorme ed anti Europea le ore di scuola italiane con costi enormi dato che il tempo pieno costa il doppio del vecchio tempo normale.

Inoltre i costi dell’istruzione devono essere giustamente a carico dello stato ed avere una logica complessiva tendente all’uniformità del prodotto. L’intrattenimento invece è a carico di famiglie, enti locali, istituzioni pubbliche e private. E tende non tanto all’uniformità del servizio ma proprio alla difformità, cioè a rispondere alle diverse e mutevoli necessità delle famiglie.

La confusione è servita purtroppo a coloro che volevano ampliare artificiosamente i posti di lavoro statali ma finalmente chi vuole aiutare le famiglie per l’intrattenimento inizia a rendersi conto del problema.

Se l’istruzione fosse limitata a 3-4 ore giornaliere, l’alternanza degli alunni anche in fase covid sarebbe molto facile.

Parallelamente se l’intrattenimento fosse applicato da innumerevoli organismi comunali, statali, aziendali, privati, gratuiti o semigratuiti o a pagamento svolti in locali comodi e sicuri, per le mamme non ci si troverebbe nell’emergenza attuale in cui la chiusura delle scuole(istruzione) abbandona completamente il sostegno alle famiglie nella gestione dei minori.

L’enorme risparmio delle spese di istruzione ottenuto applicando ad essa gli standards Europei (800 ore annue di lezione e diploma in 12 anni) consentirebbe anche di investire in necessità dell’istruzione sempre trascurate come il docente a tempo pieno e gli spazi individuali scolastici per gli insegnanti oggi assolutamente mancanti nelle scuole.

Permetterebbe inoltre di dirottare investimenti a favore delle famiglie sempre strumentalizzate e beffate dalla retorica del sostegno alle mamme usata per espandere il tempo lungo a scuola. Infatti chi salva le mamme dalle 4 del pomeriggio in poi, o durante le vacanze di Natale, Pasqua o i tre mesi estivi di vacanze?

Retorica quindi che non salva la mamma lavoratrice ed allo stesso tempo obbliga ad un distacco forzato la madre che, stando a casa, vorrebbe avere i figli con sé più a lungo di quanto concesso dall’obbligo scolastico gigantesco attuale.

E, discorso valido per per entrambe le mamme, chi le supporta in una eventuale serata al ristorante o al cinema con i bambini lasciati in buone mani gratuitamente o con parziale o totale pagamento che comunque se attuato in un istituto ad hoc avrebbe costi molto più sostenibili di una baby sitter ed anche una sicurezza maggiore?

Speriamo che la realtà drammatica sotto il profilo organizzativo generale della situazione covid ci aiuti ad eliminare il più grande equivoco che da trent’anni paralizza la gestione dei giovani in Italia.

hoto by Austin Pacheco

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