Papa Bergoglio, il pontificato il cui abito si adatta a tutte le religioni?

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di Sergio Bianchini – Dice Ernesto Galli della Loggia, in un suo recente articolo sul Corriere della Sera (il 10 maggio, ndr) ha affermato che papa Bergoglio, considerato da molti troppo politico, lo sia invece molto meno dei suoi predecessori. E vede in questo un male perché, secondo lui, proprio la capacità e la volontà di incidere sulla vita degli stati è sempre stato il tratto caratteristico della chiesa cattolica.

Precisa infatti Galli della Loggia: “In passato l’intreccio tra religione e prassi mondana aveva indicato all’istituzione ecclesiastica la direzione del suo impegno”.

Prosegue:” Fin dall’epoca costantiniana la Chiesa ha sempre fatto politica: oltre ad essere un fatto di enorme rilevanza storica è un dato della sua identità …. Essa .. ha sempre fatto politica allo scopo di affermare o difendere i propri interessi e i propri valori (qualunque fossero gli uni e gli altri). Il che tuttavia ha sempre voluto dire …cercare di comprendere e interpretare i movimenti generali entro il sistema degli Stati al fine di affermare comunque la propria peculiare presenza”.

E ancora: “In verità…. più che politico il suo (di Bergoglio) appare un pontificato ideologico, e le due cose non sono affatto la stessa cosa. Fino al punto che… esse possono addirittura entrare in contrasto”.

L’ ideologia, nell’attuale significato negativo, è sistema di idee rigido, ossificato, uno schema mentale generale che condiziona e inquadra anche forzosamente le singole osservazioni della realtà.

Dunque Bergoglio non violenta la chiesa perché abbandona la tradizione storica dottrinale e cerimoniale come lo accusano i suoi avversari interni. Secondo Galli della Loggia, Bergoglio tende a far diventare il cattolicesimo un abito mentale, valido in tutti i luoghi del mondo e in ogni tempo, al di fuori delle vicende concrete dei sistemi statali reali e della attualità storica e politica.

Questo schema ideologico del papa attuale oggi in Italia piace alle sinistre ma domani potrebbe non piacere più. Nel frattempo, continua Galli : “Il messaggio evangelico e il relativo richiamo al depositum fidei cattolico tendono ad essere messi sullo sfondo fino a svanire. Come prova la diffusa assenza in quel discorso medesimo, ad esempio, di qualunque esortazione alla necessità del pentimento e della conversione o a scoprire il senso cristiano della vita e della morte, ovvero la verità della trascendenza, elemento costitutivo di ogni religione. È così che alla fine quel discorso, privo di una significativa innervatura religiosa, resta solo un discorso ideologico, di una ideologia a sfondo populistico-comunitario-anticapitalistico, non dissimile da altri in circolazione specie nel Sud del mondo.”

Bergoglio dunque non toglierebbe alla chiesa la sua tradizione, le toglierebbe la sua identità..religiosa. Mi sembrano molto interessanti e pertinenti queste considerazioni.

Photo by Nacho Arteaga 

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