Maturità, didattica a distanza ha compromesso preparazione di 7 studenti su 10

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Per 7 maturandi su 10, la didattica a distanza ha compromesso la preparazione per i prossimi esami, ma gli adulti sembrano ignorarlo. 2 su 3 infatti, percepiscono una sottovalutazione del valore della maturità durante la pandemia da Sars-Cov-2. E gli effetti sul fisico si fanno sentire. È quanto emerso da un’indagine portata avanti dall’associazione nazionale Dipendenze Tecnologiche (Di.Te) e il sito Skuola.net, grazie al contributo di 1600 maturandi. “I ragazzi, dopo aver affrontato lo stress da Dad, si ritrovano a fare i conti anche con quello da maturità. Ci saremmo dovuti occupare di più della loro salute mentale già da inizio pandemia, ma non è stato fatto nemmeno in questa occasione, dando una prova durissima da affrontare senza considerare la loro psiche. Non accogliere la loro sofferenza facendo finta che sia stato un anno come tutti gli altri, secondo me non dà valore ai ragazzi che hanno sofferto, faticato e si sono fatti forza anche svegliandosi la mattina e seguire la didattica a distanza”, dice Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, presidente dell’associazione nazionale Di.Te. ai microfoni di iNews24.it.

“Non è facile restare motivati davanti a uno schermo tutti i giorni. Molti hanno addirittura detto che i ragazzi non hanno fatto quasi nulla. Ma invece di pensare a questo, dovremmo chiederci cosa abbiamo sbagliato noi adulti. Come mai magari, non si sono impegnati”. Secondo Lavenia la Dad ha fallito: “La Dad non è scuola. Non eravamo pronti. I docenti si sono impegnati tanto ma c’erano nei limiti oggettivi nella tecnologia. Inoltre abbiamo sottovalutato la sofferenza dei ragazzi, cioè il trauma di restare in casa senza socialità. Gli adulti non si sono presi cura di loro e la dura realtà è che stanno dando troppe cose per scontate. Purtroppo i dati che emergono ci dicono che i ragazzi hanno sofferto la pandemia. In Dad non c’erano pause, nessuno chiedeva loro come stessero, di cosa avessero bisogno dal punto di vista didattico ed educativo. Secondo me i docenti andavano slegati dall’impegno della performance, cioè di seguire i programmi e il Governo avrebbe dovuto seguire questa linea. Invece ha fatto finta che nulla fosse accaduto e si nota anche dagli esami di maturità che si avvicinano”.

Secondo Lavenia per la maturità “bisognava pensare a un esame che non valutasse le competenze dei maturandi, come se l’anno prima non fosse successo nulla, ma concentrarsi sulla loro intelligenza emotiva. I ragazzi, come emerge dai dati, non riescono più nemmeno a immaginare il loro futuro. Questo vuol dire che è come se il motore di tante vite si fosse spento o fosse in panne. Bisogna correre ai ripari quanto prima”. 

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