Ma quale sovranità? L’abbiamo ceduta già nel 1946

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di Giovanni Robusti – Credo che i commenti sulle dichiarazioni di Draghi e dei partiti politici si sprechino, come ovvio e consueto. Nessuno che voglia stare zitto, quando servirebbe. Perché rispondere a chi ti ha accettato la tua proposta? E’ inutile. A meno che, non hai di nuovo cambiato idea. Non contando le continue provocazioni dei vari talk show al solo fine di fare un titolo più o meno esclusivo o esplosivo. Il tutto sta diventando leggermente indigesto. I casi più eclatanti casi sono la conversione di Salvini all’europeismo e la tragedia dei 5Stelle nel dover accettare un uomo che, dice le cose che hanno sempre detto loro.

Partiamo per ora da Salvini che essendo uno solo è più facile fare sintesi. La conversione di Matteo Salvini in realtà deriva da una ri-conversione sia sostanziale che formale. Mi spiego. La Lega di Bossi, europarlamentare da sempre, non era contraria. Diceva di volere un’Europa dei popoli e contro i banchieri & c. Ma era Europa. A un certo punto arriva Matteo Salvini, anch’esso europarlamentare di lungo corso, che ribalta il tavolino magari un poco instabile di Bossi e prende la strada del no-euro.

. Il secondo semplicemente annusa che la base elettorale, bombardata da posizioni tese a scaricare sempre e comunque sull’Europa qualsiasi problema di origine italica e cavalca. Cavalca. Arruola sostenitori delle tesi che si possa fare a meno dell’euro e porta al Parlamento europeo poco meno di 30 deputati. Che contro i 4/5 della media precedente è sicuramente un successo che certifica la scelta di sostenere tesi anti euro. Cioè, ha detto alla gente quello che la gente voleva sentirsi dire. E in questo c’è da riconoscere che il “nostro” ha sempre avuto buon fiuto.

Si profila all’orizzonte Draghi e arriva un’altra giravolta. Notizia su tutti i mezzi di informazione. Discussioni, distinguo. Imbarazzanti giustificazioni soprattutto delle seconde file. Ma il bello deve ancora venire. Mario Draghi, nel suo discorso programmatico, non perde l’occasione per ribadire, con Giorgetti seduto accanto, che l’euroo è irreversibile. E la Lega vota. Ma Matteo distingue. Proprio irreversibile magari no. Il popolo è sovrano. Qui si tocca il punto dolente. Sarà vero che il popolo è sovrano? Io non credo, in questo caso. Ha perso la sovranità perché l’ha ceduta. Per capire bisognerebbe scrivere ben più che un articolo di giornale. Quindi andiamo avanti per parti separate.

COS’È L’UNIONE EUROPEA? Il percorso che ci ha portato ad oggi è nato tramite una lunga serie di trattati: quello di Roma del 1957 è il primo e fondamentale, che ha creato la comunità economica europea. Quello di Maastricht del 1992 ha creato l’Unione, politica ed economica, Europea, introducendo l’Euro, la moneta unica. L’ultimo, il Trattato di Lisbona. Ad oggi, quello più importante perché da potere al Parlamento Europeo eletto a suffragio universale.

Ma che cos’è un trattato? Un trattato è poco più di quello che per il socio di una s.p.a. o di una s.r.l. è lo statuto. Solo che invece di esserci persone fisiche, ci sono entità giuridiche e politiche. In pratica, l’Unione Europea è una grande SPA che coinvolge, come soci, i 27 Stati. L’UE quindi non è una nazione sopra le altre, non ha una personalità giuridica. Non ancora. Per questo motivo i rapporti fra gli stati nell’Unione Europea vengono gestiti dalle rappresentanze, dai consolati.

Paradossalmente è come se all’interno di una società i soci si parlassero tramite avvocati. L’Italia ha deciso di ancorare il suo ingresso nella UE ad un articolo della sua Costituzione, l’articolo11, che cita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

L’Italia ha ceduto la sovranità alla Commissione Europea (composta da persone non elette dai cittadini europei ma nominate dai paesi membri) e finalmente, dopo Lisbona, anche al Parlamento Europeo. E qui si chiude il primo cerchio. I cittadini approvando la propria Costituzione cedono la loro sovranità all’Unione Europea che in ogni caso fa discendere il suo potere dal suffragio universale. Cerchio non ancora perfetto, ma quantomeno chiuso. Adesso andrà reso rotondo, perché proprio rotondo oggi non lo è.

C’è di mezzo qualche deformazione. La prima, rappresentata da una doppio potere del popolo che, come nel caso delle doppie negazioni, si annulla. E questo va rimodulato arrivando, chissà quando e chissà come, ad eliminare uno dei due tra Stato e Unione. Gli americani ci sono arrivati con una guerra civile. Noi in Europa ne abbiamo già fatte 2 nel secolo scorso. Credo che basti. E credo anche che i tempi saranno molto più brevi di quanto si possa immaginare. In questo senso ho interpretato il punto di Draghi che dell’Europa certamente è un pilastro.

E proprio in questo senso le posizioni da ballo in maschera di chi oggi dice no, domani si, poi ni, e gli manca solo so, non hanno contenuto e base fattiva. Costoro parlano alla pancia della gente lucrando qualche voto. Cambiando idea quando suppongono di perderlo, il voto. Di fatto quindi il nostro paese, come gli altri dell’Unione, ha ceduto la sovranità legislativa già dal 1946. E tramite uno strumento che, per essere modificato, ci vuol ben altro che un decreto legge. Come abbiamo visto in passato, Renzi docet.

Photo by British Library

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