L’Italia? Fondata su Task force e Comitati. Per fortuna l’Europa c’è

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di Luigi Negri – Facciamo chiarezza: se non mi sono perso niente sono state costituite in Italia, per affrontare l’emergenza coronavirus, 3 commissioni e 2 task force – o viceversa, non è chiaro -.

La task force per la “Ripresa” (17 componenti) lavorerà in parallelo con il comitato operativo della protezione civile (comprende rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile e Vigili del fuoco, Forze armate, Forze di polizia, Croce rossa Ingv – Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Cnr – Consiglio nazionale delle ricerche, Enea – Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente, Conferenza unificata.

Partecipano inoltre rappresentanti di società di servizi e aziende, es. Autostrade per l’Italia, Ferrovie dello Stato, Enel) all’interno del quale è confluita la task force del Ministero della Salute (numero imprecisato di componenti), che dovrà fare i conti con il comitato tecnico – scientifico (12 membri), con la task force del Ministero della Salute ( oltre 100 tra dirigenti e coordinatori) e con quella messa in campo dal Ministero dell’Innovazione ( 74 componenti).

A questa Babele di “esperti” – rigorosamente scelti e nominati, salvo rare eccezioni, attraverso logiche di appartenenza partitica – si aggiunge una pletora di collaboratori e consulenti… ma non basta perché anche le Regioni e molti Comuni non possono certo essere da meno e allora…. le file si ingrossano, i costi lievitano, i linguaggi si moltiplicano: la confusione regna sovrana.

Sarò un “cattivo italiano”, sarò un “nemico della patria”, sarò pure un “bieco collaborazionista” ma francamente non riesco ad indignarmi se qualche rappresentante europeo avanza qualche riserva sul come i fondi comunitari elargiti all’Italia verranno impiegati.

Sapete cosa vi dico? meno male che l’Europa c’è!

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