LA VERITA’ SUL REFERENDUM SCOZZESE – L’ex premier Salmond racconta la trattativa: “Ecco cosa dissi al Primo Ministro Cameron, che scese a compromessi”

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di Luca Polo – Storico intervento dell’ex Primo Ministro scozzese all’Universidad Catalana d’Estiu. “Era necessario correggere una narrativa catalana disonesta sull’autodeterminazione e il referendum in Scozia” premette Anna Arqué (responsabile dell’area internazionale UCE e portavoce dell’ICEC per i Paesi Catalani).

Ogni anno il network europeo di ICEC si mobilità per l’appuntamento internazionale dell’UCE e l’appuntamento di quest’anno con l’ex Primo Ministro scozzese Alex Salmond ha avuto davvero un’eco straordinario sulla stampa catalana, spagnola e francese.

Proviamo a sintetizzare i punti salienti del suo storico e dirompente intervento che ha certamente centrato l’intenzione della organizzatrice Anna Arquè di correggere una narrativa disonesta sull’autodeterminazione in Catalogna, e non solo.

Ecco quindi come la 12a conferenza internazionale dell’UCE dal titolo “Il diritto all’indipendenza” ha raggiunto lo scopo, grazie allo storico intervento di Alex Salmond:

“Non ci sono referendum legali o illegali”

“L’indipendenza si ottiene facendola”

“Non puoi condurre le persone in cima alla montagna e poi lasciarle cadere, se prepari e mobiliti le persone con l’aspettativa del successo, devi conseguirlo”

“L’indipendenza di Scozia e Catalogna dipende da ‘persistenza e strategia’”

“Il diritto all’indipendenza è assoluto ma la realtà va combattuta e l’applicazione pratica dell’autodeterminazione si trova solo nel campo della politica”

“Sono convinto che sia la Catalogna che la Scozia, o l’Irlanda, finiranno per essere indipendenti”

“Qualunque cosa tu faccia, non mollare a metà”

Seguire una buona strategia è il ruolo della classe politica: “anticipare le risposte per tutti gli scenari possibili”

“Il governo regionale è assediato dalla delusione per il fallimento istituzionale e dalla confusione sulla strada da seguire”

Molte delle affermazioni precedenti hanno sì un valore generale ma sono anche molto calibrate sulla platea e gli eventi catalani, le prossime ultime due affermazioni invece ci tengo a sottolinearle in modo particolare perché dovrebbero essere un mantra per ogni indipendentista e soprattutto correggono inequivocabilmente una narrativa disonesta sentita più volte anche da noi, tra chi lotta per l’autodeterminazione a sud dell’arco alpino.

La prima affermazione tocca un punto fondamentale su cui ho già dibattuto nel mio libro “INDEPENDENTISTA, i sentieri della libertà”:

“Ho detto al Primo Ministro Cameron che se non lo avesse permesso avrei tenuto il mio referendum”

…non è la prima volta che Salmond esterna perentoriamente questa affermazione, molti politici anche da noi continuano a fingere di non capire e a dire che Salmond concordò il referendum del 2014 con Cameron, è vero invece il contrario e cioè che Cameron scese a compromessi con Salmond e con la sua determinazione ad esercitare il diritto di autodeterminazione degli scozzesi alle urne con o senza il consenso del Regno Unito.

“Non sarai riconosciuto finché non diventerai indipendente”

Esattamente come afferma il Congresso americano, il tema del riconoscimento si pone dopo, e non prima, della dimostrazione della “sovranità guadagnata”. Nel mio secondo libro (non ancora pubblicato) “INDEPENDENTISTA, la dissoluzione dello stato” c’è un capitolo interamente dedicato a questo tema, cito:

“Il Congresso americano ha tenuto un dibattito circa i processi di auto-determinazione (U.S. Policy Toward National Self-Determination Movements). Lo scopo di tale iniziativa è rivolto allo studio delle politiche che gli Stati Uniti dovranno adottare riguardo questi fenomeni in divenire e relativamente alla nascita di nuovi Stati, ivi incluso ovviamente gli eventuali atti di riconoscimento degli stessi, ma anche potenzialmente azioni diplomatiche in corso d’opera. E’ interessante vedere come la Democrazia più potente del mondo stia tenendo nella dovuta considerazione queste eventualità, dimostrando maggiore sensibilità democratica ed una più che idonea dose di pragmaticissima “real politik” riguardo le istanze di autogoverno dei popoli storici europei, tra i quali viene più volte citato anche il Veneto.” Il report del Congresso giunge alla conclusione di affermare il concetto di “sovranità guadagnata” come minimo punto di partenza per l’attivazione di un processo di riconoscimento degli USA della nuova entità statuale.

Ma tornando all’impatto dell’intervento di Salmond all’UCE…

Sembra che l’effetto domino sia abbastanza positivo. Poche ore dopo l’intervento di Salmond all’Università Catalana già si comincia a raccogliere e amplificare ciò che non è certo nuovo, ma che doveva essere detto in un’occasione pubblica rilevante da qualcuno di politicamente importante: l’ex ministro della giustizia basco afferma che:

“pensare che l’indipendenza possa essere negoziata è un’utopia, l’indipendenza va fatta”.

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