La Costituzione dice che la scuola spetta alle regioni. O è dei comitati scientifici?

4 Giugno 2020
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di Laura Aresi – All’ordine del giorno del governo, oltre alle dinamiche della riapertura degli spostamenti fra le varie regioni italiane e delle frontiere con l’estero (particolarmente spinoso il tema della Svizzera, che non consente tuttora acquisti nel nostro stato), ci potrebbero essere novità riguardanti il fronte scuola.

Lucia Azzolina ha infatti convocato un tavolo di confronto con tutte le parti in causa per la giornata di domani: argomento della seduta pomeridiana, che si preannuncia estremamente burrascosa, la riapertura delle scuole a settembre. Nel messaggio Facebook sulla pagina ufficiale della titolare del dicastero dell’Istruzione si evince che sarà il primo ministro in persona a presiedere l’incontro allargato agli Enti Locali, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Protezione Civile, al famigerato Comitato Tecnico Scientifico, ai forum nazionali delle associazioni studentesche, dei genitori, delle paritarie e infine della Federazione Italiana per il superamento dell’handicap.


La sensazione di un prossimo siluramento di Lucia Azzolina, “rea” di aver voluto a tutti i costi gli esami di maturità in presenza nonostante le pressioni dei sindacati e delle parti burocratiche, ci è da tempo nota. Mancano all’appello per gli esami di licenza superiore molti commissari (in Lombardia addirittura il 41%); inoltre serpeggia in tutte le parti in causa la sgradevole sensazione di essere usati come cavie per sondare il terreno in vista di settembre.

Di fatto nel mondo della scuola italiana regna il caos e Azzolina da tempo ormai deve sottostare – come dimostrano le eloquenti immagini della conferenza stampa del 16 maggio sullo svolgimento degli esami di stato – al commissariamento del comitato tecnico scientifico, che pochi giorni fa ha prodotto un documento ritenuto inaccettabile per le condizioni cui dovrebbe sottostare il mondo della scuola alla ripresa del prossimo autunno: scuola che Azzolina ha tenuto chiusa per tre mesi e che coi prossimi tre, fino all’auspicata riapertura di settembre, sarebbero i sei mesi più incerti in assoluto di tutta la storia dell’istruzione italiana.

Fra i punti chiave delle regole imposte dal programma che fra pochi giorni potrebbe diventare legge se passasse al Parlamento, la mascherina obbligatoria, le turnazioni in presenza e in assenza a discrezione dei dirigenti scolastici, lo scaglionamento delle entrate e il distanziamento fisico degli studenti, in un giugno dove l’edilizia scolastica sia innovativa sia di recupero sembra ferma allo scorso febbraio e regna l’incertezza nel precariato e nella situazione concorsuale.

E in tutto questo l’assenza delle voci degli assessorati regionali è sin troppo evidente.

Azzolina, trentotto anni, laureata in filosofia, passata di ruolo nel 2014, nel 2019 ha vinto il concorso per dirigenti scolastici ed è subentrata al ministro dell’Istruzione Fioramonti dimessosi a Natale 2019 in protesta contro i tagli alla scuola.

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