Intelligenza e memoria minate dal digitale veloce

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di Fulvio Curioni – Troppo semplice coniugare questa espressione nota al problema economico, seppur evidente sotto gli occhi di tutti, preferisco invece applicarla al costante calo del quoziente intellettivo italiano. Esempio calzante pare l’eterna diatriba sulla legalizzazione o meno delle droghe leggere (cannabis di recente normata solo a metà e rimandata dalla corte suprema al parlamento incapace nel suo basso quoziente intellettivo di legiferare fino in fondo ) a quelle pesanti (hashish) legalizzare quindi o meno, oppure monopolizzare come le sigarette, il consumo di tali sostanze stupefacenti da sottrarre o meno alla mafia, oppure da utilizzare per lenire i malati terminali, oppure ancora per lenire ansia o per il gusto di farsi una canna.

Già, pensieri fuori onda, ora, superati dal bollettino covid quotidiano. Pare comunque il loro utilizzo, legato alla riduzione della materia grigia orbito-frontale con calo del quoziente intellettivo. L’intelligenza, un dono ormai raro, aumentato nel XX secolo attraverso un mix di conoscenze derivanti da ambienti sociali ed intellettuali vivaci, da una evoluzione di studi scolastici importanti, da dibattiti intellettuali lanciati da strumenti quali libri, giornali, media, fino alla notizia shock del 2016, con un nuovo studio rodato tra il 1990 ed il 2009 ove l’intelligenza inesorabilmente andava a calare, e con essa anche il nostro umanesimo e la bellezza di esserci. Le cause sono molteplici, una su tutte la nuova tecnologia digitale rappresentata tra i più giovani, un potente elemento di degradazione delle facoltà emotive cognitive e di relazioni.

Intelligenza e memoria, binomio del processo di immagazzinamento dei dati e la loro elaborazione, al fine non solo della sopravvivenza della specie ma anche della inviolabile scelta di libertà da vincoli e supremazie di qualunque genere. Infatti dove il libro favoriva una duratura concentrazione e una ricca creatività, oggi internet promuove la rapidità livellandone la singola capacità creativa o di coscienza , piccoli frammenti di informazione riassunti in spot anticipati da # hastagh capaci di rendere l’intelligenza soggiogata alla connessione del mondo virtuale, incapace invece di rifiutarsi di fornire dati personali e di profonda umanità in pasto al potente di turno. Una situazione che preoccupa, ancora più delle brioches.

Fulvio Curioni - Già dottore commercialista, oggi imprenditore agricolo
professionale.
Dal 2013 ad oggi revisore dei conti del Parco Adda Sud di Lodi. Laurea magistrale in Scienze Economiche.
Socio fondatore dell’associazione sindacale mediatori civili e commerciali e mediatori familiari Simed, socio fondatore della Associazione Culturale di Promozione sociale Adr Logos, con sede a Sant’Angelo Lodigiano (Lo).

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