Impossibile eliminare le sparatorie di massa negli USA

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di Sergio Bianchini – La situazione disastrosa dell’ordine pubblico negli Stati Uniti è ormai un fatto quotidiano. L’ultima sparatoria di Atlanta in Colorado ha provocato 10 morti ma l’eco mediatico su questi episodi frequentissimi è sempre più basso. Si dà per scontato che esistano e facciano parte ineluttabile dello stile di vita libera e avventurosa di cui gli USA sono sostenitori nel mondo.

Le sparatorie di massa attuate con armi da guerra sono eventi particolarissimi e scioccanti che avvengono quasi solo negli USA tra i paesi dell’occidente più prospero. I due principali partiti si indignano per un momento ma non riescono a produrre una legislazione capace di impedire la circolazione mostruosa di armi comprese quelle da guerra.

Barak Obama dichiarava quando era presidente che il cittadino americano doveva liberarsi dall’incubo di veder entrare un pazzo armato mentre sta facendo la spesa o riunendosi con amici. Ma questo apparentemente ovvio diritto umano non si riesce a realizzare.

I democratici dicono che i difensori della libertà di armarsi siano sostenuti dalle aziende produttrici di armi. I repubblicani ribattono che i democratici vogliono disarmare non i delinquenti ma le persone per bene.

In realtà il massiccio sostegno delle persone normali al libero armamento è dovuto a mio parere all’altissimo tasso criminale ed omicidiario USA impensabile in Europa.

Negli USA il tasso annuo di omicidi è di 5 ogni centomila abitanti. In Italia di 0,5 cioè dieci volte meno. Il nostro tasso è tra i più bassi del mondo ma abbastanza vicino ai livelli europei.  i dati Istat evidenziano per l’Italia nel 2019 una riduzione degli omicidi (315) a fronte dei 345 registrati nel 2018 (204 uomini e 111 donne).
In Europa l’Italia si colloca al quarto posto per sicurezza, superata da Repubblica Ceca, Lussemburgo e Slovenia cioè nazioni piccole o piccolissime.

Gli americani hanno acquistato 23 milioni di armi nel 2020 sullo sfondo di un’epidemia covid fuori controllo, accompagnata da proteste per la giustizia razziale e conflitti legati alle elezioni, un’impennata del 64% dal 2019. 

Il faro della democrazia è quindi ormai un paese dominato dal caos dai piedi dei grattacieli fino ai massimi livelli. In realtà non è stato mai un reale faro di democrazia ma il suo sistema bipartitico ha abbagliato il mondo intero perché sembrava fosse all’origine del grandioso sviluppo tecnologico, industriale e scientifico.

Questo sviluppo grandioso in realtà derivava dall’egemonia mondiale conquistata dal sistema finanziario USA dopo la seconda guerra mondiale con i superprofitti che il sistema del dollaro dominante nei pagamenti mondiali ha consentito e consente.

I super profitti hanno anche prodotto un miglioramento nel livello di vita medio americano pur gravato dalle enormi differenze e questo ha per qualche decennio prodotto consenso interno e ammirazione internazionale. Ma questo processo è ormai in crisi da decenni e la caduta dell’URSS invece che favorirlo sembra perfino averlo danneggiato.

La mitica democrazia americana è ormai in cattive condizioni. Sotto il sistema bipartitico, nessuna delle due parti è ritenuta responsabile della inerzia globale o ha alcuna responsabilità nei confronti del popolo americano. Il risultato è che vari problemi sociali continuano a peggiorare e non c’è alcuna soluzione in vista per risolverli. Gli americani possono avere la libertà di scendere in piazza per protestare, perfino armati, ma questo non dà loro i diritti umani adeguati che li proteggono dalle sparatorie, dal razzismo, dall’ampliamento del divario di ricchezza e, recentemente, dall’epidemia di COVID-19. 

Vediamo perfino il declino della tanto esaltata libertà di parola sottoposta alle decisioni arbitrarie dei grandi circuiti mediatici. Vediamo una rissosità permanente, sempre meno spazio per il compromesso creativo e insoluti problemi sociali ormai cronici.

Siamo difronte dunque non a un buon esempio ma semmai un esempio cattivo dove non sembra essere il governo a decidere il carnet delle priorità in accordo con la grande maggioranza della popolazione ma gruppi di miliardari che lottano tra loro.

La frase dell’attuale gruppo dirigente di Biden secondo cui questo secolo sarà dominato dallo scontro USA CINA non va presa sul serio. Noi in Italia, con l’Europa intera, dobbiamo muoverci per lo sviluppo di sane relazioni internazionali non basate sulla prepotenza ma sulla convenienza reciproca, sul dialogo e la collaborazione onesta.


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